Lacrime e silenzio per l’addio di Nola al capitano Paolo Franzese

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foto Mattino

NOLA- Silenzio, discrezione e lacrime. Così Nola si è associata al dolore della famiglia Franzese che ieri pomeriggio ha riportato a casa Paolo, l’ufficiale dell’Aeronautica militare morto dopo lo scontro tra Tornado avvenuto lo scorso 19 agosto nei cieli di Ascoli Piceno. L’intera città ha assecondato le volontà dei congiunti del 35enne pilota nolano, quella di onorare la memoria del capitano senza gonfaloni e discorsi ufficiali, senza plateali dimostrazioni di solidarietà o cerimonie istituzionali. Alle 16,30 la salma del capitano è arrivata presso il Duomo di Nola dove si è svolta una semplice cerimonia eucaristica per permettere a chi voleva di porgere le condoglianze alla famiglia. Toccante l’omelia del vescovo di Nola Beniamino Depalma, in cattedrale erano presenti anche In cattedrale anche il sottosegretario alla difesa Gioacchino Alfano, i parlamentari Paolo Russo e Massimiliano Manfredi, l’assessore regionale Pasquale Sommese ed il sindaco di Nola Geremia Biancardi.  

Centinaia le persone che hanno fatto giungere ai Franzese e ad Alessandra, che è anche mamma del piccolo Federico di un anno, messaggi di cordoglio. Dopo la celebrazione in Duomo, il corpo di Paolo ha raggiunto il cimitero di Nola. Prima dell’arrivo nella sua città natale, per il pilota ex studente del liceo Medi di Cicciano formato dall’Accademia militare di Pozzuoli c’erano stati in mattinata i funerali a Ghedi, nell’hangar del 156esimo stormo dell’aero base di Ghedi, nel Bresciano. Funerali comuni con i tre colleghi del VI Stormo morti con lui, (Mariangela Valentini, Alessandro Dotto, Giuseppe Palmentieri, Paolo Piero Franzese). Circa duemila persone hanno partecipato alla cerimonia pubblica ma in cui non si è voluto che accedessero le telecamere. Le famiglie hanno chiesto che non vi fossero discorsi ufficiali da parte delle istituzioni presenti.

“Voi avete lasciato le vostre case per rispondere a una chiamata e portare avanti una missione che vi ha uniti. E ciò che in modo particolare vi ha uniti è stata la passione ” ha detto dall’altare monsignor Santo Marcianó, ordinario militare d’Italia, nell’omelia. “La passione che Mariangela, Alessandro, Giuseppe, Paolo Piero hanno vissuto e testimoniato non è semplicemente un desiderio da realizzare ma molto di più: chiede disponibilità, disciplina, dedizione, addestramento. E’ preziosa la testimonianza di chi infonde la propria passione in un impegno che dona senso alla vita”. Per loro quattro, ha affermato, “il volo non era una passione fine a se stessa ne’ diretta a soddisfare se stessi ma, potremmo dire, era una passione che fa luce agli altri, una passione per gli altri”. “Con profondo affetto vi diciamo grazie” ha aggiunto. Commovente il momento in cui la moglie del capitano Franzese, Alessandra, ha recitato la poesia “La morte non è niente” di Henry Scott Holland: “Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora” recita un passo; e ancora “asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso e’ la mia pace”.

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