Nolano,l’allarme blob si allarga: piovono segnalazioni all’Arpac

CIMITILE- (di Nello Lauro- Il Mattino)  Una, dieci, cento segnalazioni. Passaparola, sms, social network. E un principio di panico per una sostanza che sta facendo preoccupare i comuni del Nolano. Da San Vitaliano a Marigliano passando per Cimitile, Roccarainola e Cicciano. C’è chi l’ha già definita blob e da diversi giorni i residenti di vari paesi del Nolano sono preoccupati. Tutto è cominciato dalla denuncia del capogruppo consiliare di San Vitaliano Pasquale Raimo che ha scritto ad Arpac, carabinieri e amministrazione comunale per la “pervasiva comparsa, su balconi, terrazze, ringhiere e nelle nostre abitazioni, di una strana sostanza, collosa ed appiccicaticcia, difficile da rimuovere anche con l’uso di specifici elettrodomestici, che tanto sta ulteriormente allarmando la popolazione”. Una situazione che si è allargata a macchia d’olio anche negli altri paesi dell’Agro: si tratta di una “sostanza” che si attacca ai pavimenti soprattutto all’esterno e quelli adiacenti alle finestre e non permette il passaggio delle scope elettriche che si bloccano. Anche sui mobili, secondo i residenti (sopratutto casalinghe) che hanno denunciato il fatto, si sedimenta una patina appiccicosa che rende difficile le pulizie. Stessa cosa sui parabrezza delle autovetture dove si nota un deposito di sostanza di natura ignota e finissimo, trasparente e appiccicoso ed è idrosolubile in quanto col liquido lavavetri viene asportato facilmente. Dice il consigliere comunale del Pd di Cimitile Tommaso Panagrosso: “Ho provveduto a segnalare all’Arpac che mi ha parlato di fuliggine oleosa scaturita dal proliferare di un parassita”. Si potrebbe trattare di un insetto parassita delle piante, conosciuto con il nome di cocciniglia che in genere colonizza le parti giovani delle piante, i germogli e le foglie ed è facilmente riconoscibile dagli altri insetti perchè tende a ricoprirsi di sostanze cerose di protezione, rigido o gommoso. Intanto 400 cittadini di Marigliano e San Vitaliano hanno scritto alla Procura di Nola per denunciare con un esposto il fenomeno. L’operazione, è partita da pochi privati cittadini che, attraverso l’uso dei social network e del “passaparola” hanno coinvolto un numero sempre crescente di persone, che riscontravano gli stessi disagi, e nel giro di circa 48 ore hanno raccolto circa 400 firme allegate alla denuncia. Parte della popolazione si è persino attivata nel campionare e nel sottoporre ad analisi i depositi riscontrati, in modo del tutto autonomo ed autofinanziato.

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