Discarica nella vasca di Fellino, scoperti rifiuti tossici

CICCIANO (di Nello Lauro- Il Mattino) Da vasca di contenimento a vasca della vergogna. Il passo è breve a parole ma lungo per la sua trasformazione nel corso di questi anni di monnezzopoli, che hanno visto un abuso sfrenato di luoghi isolati per una istituzione illegittima e incontrollata di discariche di rifiuti in sfregio a tutte le regole del vivere civile. Ancora una volta è la vasca di Fellino, che in teoria è una vasca di sedimentazione delle acque dei Regi Lagni, a finire nell’occhio del ciclone. Sequestrata nello scorso di mese di marzo e oggetto del “munnezza tour” con il prefetto Donato Cafagna, la mano e sopratutto i mezzi dell’uomo hanno assestato l’ennesimo pugno ambientale. Durante il sopralluogo richiesto dai presidenti delle associazioni ambientaliste Gennaro Esposito (Assocampaniafelix), Gennaro Allocca (Comitato Difesa Agro Nolano) e Carmine Duraccio (Il Movimento) si è riscontrata la presenza di vari lotti di terreno ammassato all’interno della vasca dalla ditta appaltatrice dei lavori, diretti dall’Autorità di Bacino, e finanziati dalla Regione all’indomani dell’alluvione che flagellò il Nolano il 19 giugno scorso. Sono stati ammassati, secondo il responsabile dell’autorità del basso Volturno, 33 mila tonnellate circa di terreno e vegetali, in attesa di essere tritovagliati ed asportati per lo smaltimento finale. Ma tra i cumuli ecco altre “presenze” che non sorprendono più: grossi quantitativi di pneumatici usati, rifiuti speciali misti e un tubo di amianto sul terrapieno sequestrato mesi orsono, dove si ritiene siano interrati altri rifiuti, dati alle fiamme e smaltiti da terzi in maniera illecita e persino sacchi di juta neri ripieni di tute bianche dismesse dagli operai della ditta che ha pulito l’area. Informato del rinvenimento il prefetto Cafagna, le associazioni hanno provveduto ad inviare all’Arpac la richiesta di rimozione urgente dei pneumatici e dell’amianto ancora presenti. “E’ una vergogna – dice Gennaro Esposito – come è possibile che questo invaso, da due anni attenzionato anche dal prefetto Cafagna e dalla Procura di Nola, resti il sito dove chiunque sversa di tutto e di più, specie rifiuti speciali pericolosi? Perché le autorità, il Comune, non piazzano delle telecamere e arrestano questi criminali? Attendiamo che le autorità preposte mettano fine a questo scempio e adottino misure definitive per la messa in sicurezza e sorveglianza della zona”.

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