Tufino, parla Angelo Esposito: ho staccato la spina a malato in agonia, ora pronto per fare il sindaco

Mascolo ed Esposito

Mascolo ed Esposito

TUFINO- (di Bianca Bianco) Hanno portato al capolinea una amministrazione in sofferenza e lo hanno fatto firmando la sfiducia insieme all’opposizione. Angelo Esposito e Samuele Perna, ex assessori della Giunta Mascolo, sono gli artefici dello scioglimento anticipato del Consiglio tufinese. Nei giorni scorsi si è insediato il commissario prefettizio che traghetterà il Comune sino alle elezioni primaverili, oggi c’è ancora da riflettere su una fine annunciata. Angelo Esposito, che nell’esecutivo gestiva deleghe importanti (prime tra tutte il bilancio), risponde a Mascolo (“Non sono un traditore, sei tu che non hai fatto nulla in due anni e mezzo”), poi annuncia: “Da qui si parte per costituire un nuovo gruppo politico che coinvolga chi vuol fare il bene del paese”. E infine non nasconde le velleità politiche: “Penso di avere l’esperienza giusta per fare il sindaco”.

Signor Esposito, l’ex sindaco Mascolo accusa lei e Perna e lo fa chiamandovi “traditori privi di moralità politica”. Vuole rispondere? 

“Altro che traditori, noi abbiamo compiuto un gesto di responsabilità politica. Piuttosto è il sindaco che in questi mesi ha tradito i cittadini e lo ha fatto disattendendo il programma elettorale ed ignorando l’agenda politica che io e Perna gli avevamo sottoposto per tirare il paese fuori dal guado”.

Quale era l’agenda politica che il sindaco avrebbe ignorato? 

“Si trattava di una serie di punti per la rinascita del paese. Punti essenziali che passavano dal miglioramento della raccolta differenziata ad un taglio degli sprechi dell’amministrazione. Proponevamo concorsi per avere nuove assunzioni di giovani tufinesi e puntavamo ad una riorganizzazione degli uffici che rendesse più sobria la macchina comunale. Tutte proposte operative, basti pensare che per la differenziata indicammo già nel 2012 un progetto che aveva funzionato altrove, ma è stato completamente ignorato da Mascolo”.

Quindi la colpa è tutta dell’ex sindaco? 

“Noi ce l’abbiamo messa tutta per riportarlo sulla retta via. E ci sono stati dei mediatori, persone che conoscono bene le cose tufinesi, che hanno cercato di risolvere. L’ultimo tentativo è stata la nostra richiesta di attuare la crisi, gli chiedevamo un gesto forte: le dimissioni, per poi ripartire e ricomporci. Tutto inutile. Non è stato piacevole arrivare a questo finale, ma è stato il male minore”.

Mascolo vi accusa di alcune cose. In primis, di esservi alleati con quelli che avete sempre definito “nemici”, ovvero i Ferone… 

“L’opposizione è stata solo uno strumento per arrivare al fine, che era quello di concludere con questa amministrazione in agonia. Alleati con loro? Mai, né adesso né alle elezioni”.

Altra accusa: avere gestito la vicenda dei 15 dipendenti licenziati, avere spinto per il licenziamento. 

“Mi pare che in un’amministrazione le cose si decidano in maniera collegiale, e certamente non all’oscuro del sindaco. Lui ha firmato il parere alla funzione pubblica, non è stato mero esecutore di ordini di altri”.

E invece lei di cosa accusa Mascolo? 

“Di immobilismo. C’erano tanti punti programmatici da perseguire, non si è fatto nulla tranne dare qualche concessione o altre attività minori. E così tutto è rimasto al palo, dalla caserma dei carabinieri (tuttora non consegnata) alla struttura di Schiava (mai affidata nonostante avrebbe portato 270mila euro di fitto al Comune), passando per le problematiche sui rifiuti. La gente ha percepito chiaramente questo immobilismo”.

E ora? Si ricandida?  

“Io e Samuele abbiamo deciso di creare una squadra di persone esperte e competenti in vista delle elezioni. Inoltre sarò supportato dalla famiglia Esposito, compatta verso il prossimo obiettivo elettorale”.

Sarà lei il candidato sindaco? 

“Ho l’esperienza giusta, ormai”.

 

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