La criminologa Alfieri: bullismo è una piaga anche nel Nolano

Mariarosaria Alfieri

Mariarosaria Alfieri

NOLA- (Nello Lauro- Il Mattino) Mariarosaria Alfieri, 35 anni, criminologa, scrittrice, presidente dell’associazione Criminalt gestisce sportelli antiviolenza e antistalking. Consulente criminologa presso la Commissione Pari Opportunità del Tribunale di Nola.
Il fenomeno del bullismo è diffuso nell’area nolana?
“Sì, molto più diffuso di quanto si possa pensare. L’episodio accaduto al Vulcano Buono non è un caso isolato. E’ solamente la punta di un iceberg, di un disagio che accomuna moltissimi ragazzi. Non si nasce bulli o non-bulli ma, certamente, lo si può diventare; e le esperienze educative e di formazione, in questo contesto hanno un loro peso fondamentale. Il bullismo è sempre esistito ma si sta oramai trasformando in una pratica sempre più dannosa e criminale dalle intenzioni distruttive verso la vittima e il gruppo e i suoi esiti sono di valore sconvolgente in quanto investono con incomprensibile violenza la salute, il ruolo sociale, il sistema relazionale, l’equilibrio psico-fisico, l’identità personale di chi lo subisce”.

Quali e quanti casi di bullismo avete trattato con lo sportello antiviolenza?
“Con gli sportelli d’ascolto attivi sul nostro territorio abbiamo raccolto finora casi di ragazzi che iniziano a subire bullismo sin dalle ultime classi della scuola elementare, Ci sono ragazzi derisi e maltrattati perchè troppo grassi o troppo magri o perchè considerati omosessuali. Un ragazzo ha subito violenza perchè camminava con una stampella in quanto aveva una disabilità alla gamba. Ma il bullo stesso che distrugge e che diviene criminale è un diverso, forse il vero disabile che non è stato educato e sensibilizzato adeguatamente ai sentimenti e all’ animo altrui manifestando così, attraverso aggressività e violenza, forse il proprio bisogno di essere ascoltato”.
Chi è il bullo? E la sua vittima?
“Il bullo è un ragazzino che cerca di prevaricare gli altri semplicemente perchè vive un suo disagio di base: vive una insicurezza latente, ha bisogno di sentirsi qualcuno, ha bisogno di mettersi in mostra. Ed ecco che punta la vittima di turno e inizia a infliggerle violenza. Un “bullo” ci raccontava che nel momento in cui picchiava il suo amico che era disabile si sentiva forte, potente e anche se a casa nessuno si curava di lui, almeno cosi qualcuno parlava di lui e gli dava importanza. Molto spesso il bullo non agisce da solo, ma si crea dei “seguaci”: questo è appunto segno di debolezza. La vittima di bullismo è spesso un ragazzo introverso, più timido che vive la fase adolescenziale di chiusura e che è il bersaglio perfetto”.

Nola, Torre del Greco, Casoria: in poche ore tre episodi di violenza con protagonisti ragazzi: si può prevenire questo declino?
“Oggi più che mai viviamo un momento di escalation di aggressività. Penso che tutti questi episodi efferati non nascano cosi all’improvviso, ma sono il frutto di disagi covati per anni. Pertanto bisogna prevenire in maniera intelligente. Ci vuole l’intervento della società intera: in prima linea famiglia, a seguire scuola e istituzioni e come recitava un proverbio africano per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”.

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