L’orizzonte minaccioso di Margaret e Jean nella Parigi del Premio Nobel Modiano

Patrick Modiano

Patrick Modiano

di Bianca Bianco

Premio Nobel per la Letteratura del 2014, il francese Patrick Modiano non è un autore conosciuto al grande pubblico. Scrittore amato in patria (e in Svezia, nazione che conferisce il premio), tradotto anche in Italia, non è un best seller alla Murakami né è venerato come Philip Roth, gli autori che quest’anno erano quotati tra i vincitori. La scelta dell’Accademia ha quindi stupito ma anche dato l’occasione di conoscere i suoi romanzi, come “L’orizzonte”, racconto scritto nel 2012 ed edito da Einaudi (che cura le edizioni italiane dei suoi libri).

Jean Bosmans e Margaret Le Coz sono i giovanissimi protagonisti di una storia che sembra un giallo irrisolto. Jean gestisce una libreria a Parigi, Margaret lavora come dattilografa e traduttrice dal tedesco. Lui è in fuga da una madre (presunta) ingombrante e violenta sempre in cerca di denaro. Lei, nata a Berlino e cresciuta dalla sola madre, è in fuga dal suo passato e da un uomo, Boyaval, che la perseguita e la  rintraccia ovunque si trasferisca. Un incontro fortuito li fa conoscere e poi innamorare. Poco più che adolescenti nella Parigi degli anni Sessanta, vivono il loro amore al riparo dagli altri. Entrambi silenziosi e riservati, ma soprattutto entrambi assillati dai misteriosi nemici che decidono indirettamente le loro scelte di vita.  Nemici che nemmeno l’amore riuscirà a vincere e che costringeranno la bella e misteriosa Margaret all’ennesima fuga, improvvisa e verso destinazione ignota a Jean. Quest’ultimo la ritroverà (forse) solo 40 anni dopo.

“L’orizzonte” è un libro scritto con grande intensità. E’ uno spartito che il lettore può divorare o assaporare lentamente, ma in entrambi i casi lascia la sensazione di avere condiviso pagine di un piccolo, intimo capolavoro. Vale la pena leggerlo, non solo per conoscere Patrick Modiano.

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