E tu da che parte stai? La battaglia di Libera contro le Mafie compie 20 anni

ventiliberiNOLA (Antonella De Stefano) – “E tu da che parte stai?” Con questo slogan è partita la campagna di tesseramento 2015 dell’associazione Libera, nomi e numeri contro le mafie 2015 “Venti liberi”, alla ricerca di nuovi volontari e di collaborazioni con associazioni che condividano i suoi fini. Sono trascorsi 20 anni da quando furono raccolte un milione di firme per la proposta di legge per il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, proposta che divenne poi la legge n.109 del 1996. Da allora Libera si è evoluta senza mai cambiare pelle e vision: ora l’attività associativa viene svolta da tanti attivisti che popolano i tanti presidi collocati in tutto lo stivale. Tanti i progetti nazionali e locali per cui Libera cerca volontari. Memoria ed impegno sono le due parole che da sempre accompagnano i ragazzi “Liberi”. Lo scopo è promuovere la cittadinanza attiva e la cultura della legalità valorizzando la memoria delle vittime della criminalità, sostenendo chi costruisce giustizia e contrastando il fenomeno mafioso. “Abbiamo bisogno della partecipazione di tutti – affermano i responsabili dell’associazione – perché siamo convinti che la volontà, la determinazione e la forza per condurre e vincere alcune battaglie ci siano e debbano manifestarsi con continuità, per dare coraggio a chi è più esposto, sostegno a chi si impegna, formazione e informazione a chi non sa”. Libera area nolana in questo 2015 è entrata in sinergia con diverse associazioni del territorio, in numerose scuole dell’agro nolano con il Progetto “Io, Cittadino” con cui si vogliono stimolare i giovanissimi su alcune tematiche legate alla legalità e all’ambiente. Dal 2011 aderiscono a Libera oltre 1600 fra associazioni nazionali e locali, cooperative sociali, gruppi e realtà di base e circa 4500 scuole attive nei percorsi di educazione alla legalità democratica in Italia e nel mondo. Uno dei maggiori impegni concreti di Libera è la campagna “Miseria Ladra” con cui si mira alla costruzione di una giustizia sociale. “La povertà dovrebbe essere illegale nel nostro paese. La crisi – sottolinea don Luigi Ciotti, presidente del Gruppo Abele e di Libera – per molti è una condanna, per altri è un’occasione. Le mafie hanno trovato inedite sponde nella società dell’io, nel suo diffuso analfabetismo etico. Oggi sempre più evidenti i favori indiretti alle mafie che sono forti in una società diseguale e culturalmente depressa e con una politica debole”.

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