Gioielli, tablet, viaggi e sesso per corrompere i giudici: indagati in 16, erano la cricca delle sentenze

Gli uffici del GdP di Nola

Gli uffici del GdP di Nola

NOLA- Ormai si ragiona per cricche. La cricca dei mandati falsi, la cricca degli incidenti fasulli e ora la cricca delle sentenze favorevoli. Era infatti un rodato sodalizio di professionisti quello scoperto dalla Procura di Nola e dalla Guardia di Finanza; un sodalizio sorto per aggiustare pronunce e procedimenti in cambio di costosi regali. Ieri mattina i militari della Compagnia di Nola hanno effettuato tre diversi blitz presso tre sedi del giudice di pace: a Nola, a Marigliano ed a Sant’Anastasia, acquisendo decine di fascicoli in originale e consegnando informazioni di garanzia ad almeno 16 persone, dei quali cinque sono giudici. Gli altri indagati sono invece una decina avvocati. L’accusa nei confronti dei giudici è di corruzione: accettavano regali di ogni genere (tablet, tv al plasma, viaggi, gioielli) per indirizzare la causa a favore del corruttore, talora compiendo degli abomini giuridici così palesi da avere messo la pulce nell’orecchio di avvocati e periti onesti.

IL SISTEMA- Il meccanismo illegale era quello dei più classici. Un gruppo di professionisti della legge, soprattutto giudici e avvocati, era d’accordo per falsare l’esito delle cause, in particolare quelle sui risarcimenti danni. Si omettevano elementi, si cambiavano dati, si gonfiavano liquidazioni per sinistri stradali, si inventavano risarcimenti frodando le compagnie assicurative. Ma pare che i casi riguardino non solo i classici pezzotti, ma anche altre vicende.

I REGALI- La cricca si basava sulla corruzione, corruzione che si sostanziava di regali a quattro o cinque zeri. Ai giudici compiacenti pare arrivassero doni di prestigio, dal gioiello al tablet, dal vino pregiato al viaggio esotico sino al televisore al plasma. Tutto finiva nelle fauci del sistema, che ripagava con sentenze sempre favorevoli al corruttore.

LA DENUNCIA- Qualche avvocato avrà tentato di entrare nel sistema? Certamente. Altri, invece, quelli onesti, si sono ribellati. Così come si sono ribellati i periti dinanzi alle anomale decisioni dei giudici di pace in cause palesemente gonfiate. I casi anomali, raccontati dal “Mattino”, sono molti. In una circostanza, un giudice ha concesso un risarcimento da 5900 euro per un’auto che ne valeva 600. In un altro sono state usate le foto di un altro incidente giàliquidato, invertendo le targhe delle auto, per ottenere la liquidazione di un danno inesistente. In un alro caso, ancora, si decide favorevolmente per un sinistro che i periti vedono solo su foto.

L’AVVOCATESSA SEXY- Nel novero degli episodi da assurdo giuridico, c’è quello del giudice disposto ad emettere una decisione favorevole perché ammaliato dalle grazie di una legale avvenente. Promesse di sesso in cambio di sentenze? Forse. Sarebbe davvero il punto più basso raggiunto in questa già squallida vicenda.

 

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