Omicidio Paduano, di nuovo arrestata la 42enne Domenica Sepe

Domenica Sepe

Domenica Sepe

NOLA- E’ finita nuovamente in manette e poi è stata destinata ancora ai domiciliari la 42enne di Nola Domenica Sepe, coinvolta lo scorso luglio negli arresti relativi all’omicidio del fabbro settantenne Felice Paduano di San Paolo Bel Sito il cui corpo fu rinvenuto carbonizzato nelle campagne di Casamarciano. La donna fu accusata di ricettazione e favoreggiamento e dal 17 luglio scorso  era costretta ai domiciliari. La Sepe era amica di Adelina Vecchione, la presunta omicida che il 24 marzo del 2014 avrebbe dato fuoco, dopo un tentativo di rapina finito male, al pensionato mentre questi era agonizzante a causa del forte quantitativo di barbiturico che la donna gli aveva messo nel caffè per stordirlo e poi derubarlo. Secondo quanto emerso dalle indagini, la Vecchione confidò alla Sepe di avere dato fuoco all’anziano nella sua auto raccontando tutta la dinamica.

Adelina Vecchione descrisse all’amica Domenica Sepe, in una conversazione intercettata il 17 giugno scorso in auto, le fasi dell’omicidio dell’anziano. La Sepe è stata definita dal gip Paola Borrelli “una donna che ha un famelico bisogno di denaro con la quale Vecchione condivide le sue scelleratezze, dotata di una non comune dose di sadismo”.

Felice Paduano

Felice Paduano

Adelina Vecchione, dopo avere deriso i carabinieri che non erano riusciti a risolvere il caso Paduano, raccontò all’amica che, dopo avere dato alle fiamme il malcapitato, quando ormai l’auto era semidistrutta, aveva cominciato a piovere e l’acqua l’aveva aiutata a cancellare le tracce; la scena le aveva provocato il vomito.  Quindi fece un passo indietro e spiegò in che condizioni era Felice Paduano quando, il giorno dopo averlo narcotizzato, era andato a cercarlo: “Allora, i vetri erano appannati. Respirava, però stava morendo in un mare d’acqua, si sentiva una puzza di pipì”. Sepe chiede: “Come in un mare d’acqua?”. L’amica chiarì: “Perchè aveva sudato. Tutto spugnato, e poi ci stava una puzza di pipì là dentro… Quindi, anche se non avrei fatto quella cosa, comunque sarebbe uscito scemo. Quelle sono le cose di quella medicina”. Vecchione fa riferimento al fatto che aveva somministrato alla vittima, secondo il gip, un enorme quantitativo di medicina, per cui, se non fosse morto, Paduano avrebbe riportato danni cerebrali irreversibili. Adelina Vecchione spiegò poi come aveva derubato l’anziano lasciando impronte ovunque: di qui la necessità di cancellarle dando fuoco all’auto nella quale l’uomo agonizzava.

Dalla data degli arresti Domenica Sepe era ai domiciliari, nei giorni scorsi però non è stata trovata dai carabinieri di Nola presso la sua abitazione ed al ritorno è stata nuovamente arrestata e sottoposta al processo per direttissima durante il quale il legale ha chiesto i termini a difesa. La donna è di nuovo ai domiciliari.

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