Tre raid intimidatori contro l’ex comandante vigili di Cicciano

Fulvio Testaverde

Fulvio Testaverde

SERINO- (di Nello Lauro- Il Mattino)  Ruote dell’autovettura personale tagliate, porta dell’ufficio della polizia locale forzata. Un uomo, un ufficiale che si sente nel mirino. Fulvio Testaverde, 42 anni, tenente, da quando è tornato in Irpinia è accerchiato. Nello scorso mese di luglio è tornato alle pendici del monte Terminio dopo una parentesi tutt’altro che tranquilla a Cicciano, paese delll’hinterland napoletano dove una sua denuncia portò all’arresto di due amministratori. Una serie di indagini complesse e delicate su tematiche ambientali e presunti abusi edilizi con informative già inviate alla Procura della Repubblica di Avellino su un territorio così vasto (52 chilometri quadrati, 24 frazioni per poco più di 7mila abitanti) lo avrebbero reso inviso, scomodo, fastidioso. E ci sono almeno 3 episodi che fanno pensare che le indagini del comandante della polizia locale di Serino non passino inosservate: ad agosto 2014 trova la ruota della sua autovettura squarciata nella zona dove non ci sono le telecamere di sicurezza. Poteva essere una ragazzata, una cosa da teppisti di strada. Un indizio. Ma a gennaio di quest’anno arriva il secondo episodio: una grossa vite conficcata nello pneumatico della vettura del comandante Testaverde e ancora una volta nell’area non controllata dalla videosorveglianza. Una coincidenza. Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova e infatti a febbraio viene forzata la porta dell’ufficio del comandante della polizia municipale. “Avevo chiuso la porta a chiave perché ero in ferie per un periodo di 15 giorni – dice Fulvio Testaverde – e ho verificato un tentativo di effrazione della porta, che presentava diverse manomissioni. Le chiavi dell’ufficio sono soltanto in mio possesso, dal momento che ho fatto cambiare personalmente la serratura e sono stato presente durante la sua sostituzione”. Del resto anche a Cicciano trovò una lettera minatoria nella buca delle lettere di casa, nella quale fu invitato a tornare da dove era venuto e poi in piena indagine che ha portato ai clamorosi arresti trovò, sempre nella cassetta postale, un proiettile di pistola calibro 9. Ma l’ufficiale va avanti per la sua strada, con il suo lavoro, con le sue indagini. “Il problema per qualcuno – aggiunge il comandante della polizia municipale – è il fatto che lavoro senza farmi condizionare, cercando di applicare la legge e di farla rispettare sempre”. “Sono sicuro – chiosa Testaverde – di aver messo, a Serino, le mani su qualcosa di pericoloso e scottante, e faranno di tutto per farmi tacere. Temo per la mia sicurezza, e per quella della mia famiglia, mettendo in conto che sono già sotto vigilanza per le minacce ricevute quando lavoravo a Cicciano, ma non mi posso fermare”. Serino negli ultimi tempi è sotto attacco: prima i colpi di pistola esplosi all’indirizzo dell’abitazione di un tecnico comunale e poi l’attentato incendiario ad un escavatore nell’area pip di località Pescarole: sinistri segnali che hanno spinto gli amministratori a convocare una seduta urgente del civico consesso dove è stata chiesta l’intervento del comitato dell’ordine pubblico alla Prefettura di Avellino.

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