sabato, Luglio 20, 2024
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Branco riduce in fin di vita un senza tetto e gli uccide il cane, giallo a Nola

NOLA-(di Bianca Bianco) Circondato dal branco, pestato a sangue, ridotto in fin di vita. E’ accaduto a Nola la scorsa settimana, la vittima è un 44enne senza fissa dimora. I suoi aguzzini sarebbero tutti nolani, tutti giovanissimi. La storia, drammatica, ha sconvolto quanti  conoscono il 44enne. Una vicenda dalle tinte fosche su cui stanno indagando le forze dell’ordine.

I FATTI- E’ la notte tra martedì e mercoledì della scorsa settimana. Sasha (nome di fantasia), 44enne originario della Repubblica Ceca senza fissa dimora, dorme come fa spesso presso le mura della stazione ferroviaria di Nola. Accanto a sé ha il suo cagnolino, un meticcio che non lo abbandona mai. E’ l’ennesima notte all’addiaccio, ma stavolta accade qualcosa. Qualcosa di brutale. Sasha, secondo quanto ricostruito in seguito, viene circondato da un gruppetto di ragazzini arrivati in scooter che lo assalgono con assi di legno, lo bastonano, gli spaccano la testa, gli spezzano braccia e gambe. L’uomo è inerme, vinto dalla brutalità gratuita dei suoi aggressori. Grida, cerca aiuto. Guaisce anche il suo cagnolino, raggiunto da sprangate altrettanto brutali. Un uomo che abita nelle vicinanze, appartenente alle forze dell’ordine, sente le grida e scende per capire cosa stia accadendo. Vede il branco (“Tutti benvestiti, arrivati su scooter all’ultima moda”) e li manda via, poi chiama il 118. Il 44enne ceco viene soccorso e portato all’ospedale “Santa Maria della Pietà”. Ha riportato la frattura di entrambe le braccia e di tibia e perone delle due gambe. E’ immobilizzato a letto, con 40 punti di sutura alla testa, i medici dicono che guarirà lentamente, con un decorso di 6 mesi. Ma è stato fortunato, sostengono i sanitari. Se nessuno si fosse accorto di lui, sarebbe morto dissanguato. Per il suo cagnolino, invece, non c’è stato nulla da fare. E’ stato trovato morto in un terreno poco distante dalla ferrovia. Ma perché tutto questo?

LE INDAGINI- Le indagini sono ancora in corso. Le forze dell’ordine hanno ascoltato Sasha ed i suoi soccorritori. Si cerca di individuare i colpevoli, ma anche di capire il movente di questa assurda vicenda. L’uomo barbaramente ferito è in Italia da alcuni anni; ha scelto di vivere in strada, conduce una vita vagabonda ma dignitosa. Non beve, non si azzuffa, non chiede l’elemosina. Nessuno potrà nei suoi confronti utilizzare certi stereotipi marci e razzisti affibbiati agli stranieri in Italia. Sasha, dice chi lo conosce- e tra questi ci sono tanti componenti di associazioni solidali- è una brava persona. Cerca ricovero presso le istituzioni che a Nola si occupano di dare un piatto e un letto ai senza tetto, per questo è conosciuto. Ma è anche la presenza fissa dinanzi alcuni negozi e supermercati della zona, dove non chiede la carità. Una presenza innocente e piena della dignità che ha chi sceglie di vivere- per ragioni diverse e non giudicabili- in strada. Non è un fantasma. E allora chi ha potuto fargli del male?

IL BRANCO- L’idea, suffragata pare da alcuni episodi simili avvenuti in passato, è che sia un gruppo ad agire. Giovanissimi che avrebbero scelto la loro vittima tra gli invisibili di Nola. Se questa tesi fosse suffragata saremmo dinanzi una dirompente emergenza sociale e morale. E’ ancora presto per trarre conclusioni, le indagini faranno il loro corso. Intanto sono sempre di più i nolani che si chiedono perché Sasha e il suoi cane sono finiti nelle mire del branco.

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