Buoni pasto

Buoni pasto falsi, sventata truffa da 1,3 milioni di euro: 2 arresti

CASTELLAMMARE DI STABIA- Gli agenti del Commissariato di Castellammare di Stabia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata, degli arresti domiciliari a carico di Salvatore Cardone, 41 anni,  di Federico Ingenito, 32 anni e di M.C., 23enne sottoposta all’obblgo di presentazione alla polizia giudiziaria, nell’ambito di un procedimento penale che vede gli stessi indagati per truffa e riciclaggio. L’indagine, coordinata dalla procura della repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata, prende avvio dalla denuncia sporta presso gli uffici della Polizia di Stato dal responsabile di un punto vendita Crai di Castellammare di Stabia. L’uomo avrebbe riferito dell’acquisto di merce effettuato presso il detto punto vendita, in due giorni consecutivi di febbraio, da parte di una donna, accompagnata da due diversi uomini, per un importo complessivo di quasi 2mila euro, corrisposto in buoni pasto di una nota ditta. Gli esercenti, indotti in errore dalla malafede della donna, presentatasi come responsabile di una casa famiglia e come tale beneficiaria di un’importante donazione di ticket, solo successivamente avrebbero provveduto ad accertare la non fatturabilità dei buoni pasto utilizzati.

L’indagine si è immediatamente mostrata complessa, non tanto per l’individuazione dei possibili responsabili del reato, resa possibile dai sistemi di videosorveglianza del punto vendita e dalle attente descrizioni da parte delle vittime, quanto piuttosto per l’accertamento in merito alla provenienza dei buoni, essendo da subito chiara la circostanza di trovarsi nell’ambito di un più vasto circuito di immissione nel mercato di ticket non validi. Da un’attenta analisi dei buoni pasto sequestrati si è potuto giungere alla conclusione che  sono stati oggetto di utilizzo di solventi sbiancanti al fine di eliminare i timbri dei precedenti esercenti che hanno proceduto materialmente all’incasso.

Inoltre si è accertato che gli stessi ticket sarebbero solo parte di una notevole quantità di buoni, del valore complessivo di circa 1,3 milioni di euro, rubati dalla sede di una società di Bologna, confermando così quella che da subito si è manifestata come mera ipotesi investigativa.

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