Giro di valzer, in due anni 185 parlamentari hanno cambiato maglia

Se è vero che le bandiere nel calcio non esistono più, anche in politica il cambio di maglia è uno sport che ormai dilaga. Nella XVIIesima legislatura, quella in corso da marzo 2013, ci sono stati 235 cambi di gruppo che hanno coinvolto 185 parlamentari. Un numero da record, considerando che in due anni di Legislatura si è quasi raggiunto il dato precedente, quello della XVIesima con 261 cambi di casacca in cinque anni, riguardanti 180 parlamentari. E’ quanto emerge dal dossier appena pubblicato da OpenPolis, dal titolo ‘Giro di Valzer’. Tra i dati fotografati dai grafici e dalle statistiche parlamentari emerge poi come questo fenomeno, negli ultimi due anni, sia stato alimentato dalla liquefazione di Scelta civica, dalla emorragia nel M5s, tra parlamentari espulsi e delusi. Da quando Renzi è a Palazzo Chigi in tredici hanno fatto addirittura il salto doppio, passando dalla opposizione alla maggioranza, tutti sul carro del Pd, sull’esempio di Razzi e Scilipoti, simboli del trasformismo dell’ultimo quinquennio. Alcuni dei transfughi, infine, si sono rivelati veri e propri equilibristi: c’è chi è riuscito ad attraversare per intero quello che una volta si chiamava l’arco parlamentare. Quasi un quinto degli onorevoli ha tenuto così conto di quanto prevede l’articolo 67 della nostra Carta Costituente, che ricorda come ‘Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato’. I gruppi parlamentari hanno assistito ad un vero e proprio terremoto dalle ultime elezioni politiche, dal 2013 ad oggi. Per capire la reale portata del dato, la media di cambi di gruppo al mese della XVI Legislatura era di 4,50, ora, nella XVIIesima, la media è salita a 10,22. Nella classifica dei governi, sul podio figura l’esecutivo Letta, con 15,33 cambi di gruppo al mese, seguito da Renzi, 8 cambi al mese, subito davanti a Berlusconi e Monti, che durante la loro permanenza a Palazzo Chigi hanno visto, rispettivamente, 5,56 e 2,94 cambi al mese. Primo dato, l’unico in positivo, è quello della crescita del gruppo del Pd di Renzi (+16 deputati e +8 senatori), che ha avuto nuovi ingressi di parlamentari, sia grazie al salto di schieramento di molti deputati Sel che in virtù della confluenza del Gruppo di ‘Scelta Civica’ al Senato. A perdere pezzi invece, registrando le perdite maggiori, sono stati il gruppo del ‘Popolo delle Libertà’ da un lato (con la rottura Berlusconi-Alfano che ha determinato l’addio di 28 deputati e di 30 senatori), e Scelta Civica per l’Italia, dall’altro, che ha pagato la fine dell’alleanza con Udc e popolari (-23 deputati). A seguire, in questo valzer di cambi, terzo per membri persi, il Movimento Cinque Stelle, che risulta in forte ridimensionamento sia a Montecitorio (-18) che a Palazzo Madama (-17): in questo caso a determinare la diaspora un mix di espulsioni e di abbandoni volontari nella compagine grillina. Al Senato recordman è il senatore Luigi Compagna (Pdl), che dal Misto è passato a Gal, poi all’Ncd, di nuovo al Gal, per rientrare ancora tra gli alfaniani. A seguirlo nella classifica di Palazzo Madama è Paolo Naccarato, che dalla Lega è transitato per Gal, poi l’Ncd, e infine di nuovo al Gal. Fermi a tre cambi dodici senatori provenienti da Scelta Civica, che dopo il passaggio a ‘Per l’Italia – Centro Democratico’, si sono assestati in quattro al ‘Gal’ (Andrea Olivero, Mario Mauro, Angela D’Onghia e Salvatore Di Maggio), in cinque sono finiti per via dell’unione dei gruppi, di Ncd e Udc ad Ap (Luigi Marino, Antonio De Poli, Pier Ferdinando Casini, Aldo Di Biagio e Gabriele Albertini), due invece gli approdati al gruppo per le Autonomie (Lucio Romano e Maria Paola Merloni), un al Misto (Maurizio Rossi). Tre i senatori che hanno invece lasciato Berlusconi: uno per l’Ncd, via Gal (Pietro Langella), uno a Gal, passando per l’Ncd (Antonio Caridi) e l’ultimo, Antonio D’Alì, che è rientrato in Fi, dopo un passaggio in Ncd. Tre i senatori usciti dal Misto: uno per andare in Lega Nord (Jonny Crosio), due invece in Ncd (Laura Bianconi e Giovanni Bilardi). Due i transfughi dal Cinque Stelle, Fabiola Anitori (Ncd) e Lorenzo Battista alle Autonomie. Un leghista invece è passato attraverso Gal per poi rientrare nel Carroccio (Gian Marco Centinaio). Tra gli onorevoli più ballerini si segnalano Angela Rosaria Nissoli che, ad oggi, ha cambiato quattro gruppi alla Camera: prima con Scelta Civica, poi al misto, tornata a Scelta civica e ora seduta nel gruppo ‘Per l’Italia – Centro Democratico’. Altri undici, invece, i deputati che hanno fatto un doppio salto, Adriano Zaccagnini (M5S-Misto-Sel), mentre in otto hanno cambiato scranno, passando da Sel al Misto e poi al Pd: Titti Di Salvo, Ileana Piazzoni, Gennaro Migliore, Fabio Lavagno, Alessandro Zan, Nazzareno Pilozzi, Martina Nardi e Luigi Lacquaniti. In libera uscita dieci deputati inizialmente in Scelta Civica, tra questi, sei sono approdati all’Ncd di Alfano, transitando prima nel gruppo ‘Per l’Italia – Centro Democratico’ (Gianpiero D’Alia, Rocco Buttiglione, Stefano Quintarelli, Paola Binetti, Giuseppe De Mita, Angelo Cera e Ferdinando Adornato). Altri tre ex montiani, invece, sono confluiti nel Pd, dopo il passaggio in ‘Per l’Italia – Centro Democratico’ (Andrea Romano, Gitti Gregorio e Gea Schirò).

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