Rapina al supermercato Eté, i carabinieri arrestati: sparammo per legittima difesa

OTTAVIANO- Sono tanti i nodi da sciogliere nell’indagine sulla sanguinosa rapina al supermercato Eté di Ottaviano, rapina in cui ha perso la vita il 28enne Pasquale Prisco, titolare nel negozio che si mise alla guida della propria auto insieme al fratello per inseguire i rapinatori. Questi ultimi sono Claudio Vitale e Jacomo Nicchetto, 41enne e 34enne rispettivamente di Cercola e Chioggia, carabinieri oggi in arresto con l’accusa di rapina aggravata e omicidio. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore capo Paolo Mancuso, devono chiarire molti aspetti della dinamica: il numero delle persone che ha inseguito la coppia di rapinatori lungo la statale 268 causando anche un incidente stradale; chi abbia sparato oltre al carabiniere Nicchetto; se ci fossero complici dei due carabinieri e infine se i due arrestati sono gli autori di altre rapine del genere.

 

“CI SIAMO DIFESI”- Vitali e Nicchetto hanno ammesso le loro colpe dinanzi al gip. Come scrive “Il Mattino” i due hanno ammesso di avere compiuto il raid nel supermercato a confine tra Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano. Nicchetto in particolare avrebbe fatto fuoco sparando almeno dieci colpi uno dei quali ha raggiunto Prisco, poi morto in ospedale, per reagire- ha dichiarato- al pestaggio a cui almeno 12 persone stavano sottoponendo lui e il collega carabiniere-rapinatore. I due si dicono certi che fossero almeno una dozzina i loro aggressori, ma finora ne sono stati identificati solo otto.

 

IL PERDONO– Attraverso i loro legali e i loro familiari, i due carabinieri-rapinatori avrebbero chiesto perdono ai parenti di Pasquale Prisco. Questi ultimi si costituiranno parte civile.

 

I PROBLEMI DI SOLDI–  Il carabiniere- rapinatore aveva molti problemi economici. Sposato e con cinque figli, originario di Cercola, secondo quanto riporta “La Repubblica” a breve sarebbe stato sfrattato. Forse questo lo avrebbe indotto ad infangare la divisa che portava organizzando la rapina. Una sola rapina, però, non altre. Entrambi gli arrestati infatti hanno smentito di avere preso parte ad altri raid.

 

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