Arretrati Gori, scaduta la terza sospensione: pagare o no?

NOLA- Sabato 28 marzo è scaduta la terza sospensione del pagamento delle partite pregresse della Gori spa. Il nuovo rinvio, deciso a febbraio, durava 30 giorni e consentiva all’Ente d’Ambito Sarnese-Vesuviano ed ai sindaci dei 76 Comuni che vi rientrano di decidere, intorno ad un tavolo, cosa fare delle richieste di arretrati avanzate dalla società che gestisce il servizio idrico integrato, richieste che hanno incontrato l’opposizione di cittadini, sindaci e Comitati civici. Il nuovo termine è scaduto da nove giorni, nel frattempo c’è stata la pausa delle festività di Pasqua, ma nulla sembra essere stato deciso: pagare o no? Tutto questo avviene mentre  la Regione Campania tenta di discutere del riordino del servizio idrico nella nostra Regione (dopo diversi rinvii, il Consiglio regionale ne discuterà il 13 aprile prossimo).

Come si ricorderà, la questione degli arretrati Gori è nata lo scorso autunno quando agli utenti sono giunte fatture in cui si chiedeva il pagamento di partite pregresse precedenti il 2012. Si tratta, ha poi spiegato la stessa società, di “recuperi tariffari relativi agli anni 2006 – 2011, che si sono accumulati nel corso del tempo a causa dell’inadeguatezza delle tariffe deliberate in passato dall’Assemblea dell’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano. In pratica, le tariffe deliberate dall’Ente d’Ambito e applicate da Gori in quegli anni non assicuravano la copertura dei costi di gestione, con la conseguenza che l’azienda ha maturato un significativo credito. L’importo dei recuperi è stato deliberato dall’Ente d’Ambito già nell’ottobre 2012”. Proprio in quella data, i sindaci dell’Ato votarono in massa (o quasi) quella delibera. C’erano anche i sindaci del Nolano, tranne quello di Roccarainola, Casamarciano, Scisciano e Palma Campania che non erano presenti. A due anni da quella votazione, le bollette sono arrivate ed hanno scatenato le ire dei cittadini e dei Comitati civici che da sempre avversano la gestione privata dell’acqua. Ne sono scaturiti incontri, ricorsi (al giudice di pace, al Tar) che hanno portato alle due proroghe, e infine il corteo del 17 gennaio scorso (in cui per il Nolano erano presenti solo i sindaci di Rocca, Cicciano e Scisciano al fianco del Comitato No Gori di Nola).

Nel frattempo, mentre si attendeva una riunione proficua (che pare non esserci stata) tra i sindaci, l’ente d’ambito e la Gori, sugli arretrati, un’altra battaglia che oppone i Comuni alla società idrica si è consumata nelle aule di tribunale. La Gori ha ottenuto infatti dal tar la sospensione delle ordinanze dei primi cittadini, tra i quali quelli di Brusciano, Scisciano, Palma Campania, che avevano dichiarato illegittimi i distacchi dei contatori agli utenti morosi. I giudici hanno per ora appoggiato la Gori sospendendo l’efficacia delle ordinanze in attesa di entrare nel merito. Le fasce tricolore ovviamente non l‘hanno presa bene. “E’ una sentenza che non pregiudica e non cancella l’ordinanza – dice Giosy Romano, sindaco di Brusciano e primo ad adottare il provvedimento – ora abbiamo tre strade: il ricorso al Consiglio di Stato, adeguare l’ordinanza ai vizi evidenziati nella sentenza del Tar o cercare una mediazione con la Gori. In ogni caso – dice Romano – faremo di tutto per tutelare i diritti dei nostri cittadini e la tutela igienica sanitaria”.

Print Friendly, PDF & Email



Utenti online