Baiano

Baiano, allarme criminalità dopo rapina in casa. La vittima: picchiati e minacciati da banditi

Baiano

Luigi Napolitano

BAIANO- (Bianca Bianco) Sequestrati, rapinati e sotto choc per l’irruzione di banditi tra le mura delle loro casa. Vittime del raid Luigi Napolitano, commissario dell’Ente provinciale del turismo di Avellino, la moglie ed i due figli che hanno vissuto sulla loro pelle la tensione per  una drammatica rapina nella loro abitazione a Baiano. Napolitano e la sua famiglia sono rimasti per oltre un’ora nelle mani dei rapinatori che li hanno terrorizzati, minacciati e tenuti sotto scacco con una pistola e poi li hanno chiusi nel bagno per impedire che avvertissero le forze dell’ordine. Momenti  lunghissimi e tragicamente indimenticabili per i Napolitano, divenuti bersaglio di una banda che probabilmente aveva colpito anche un’altra abitazione un’ora prima dell’irruzione nella loro.

La banda, composta da quattro persone dal volto coperto ed accento straniero, ha fatto irruzione nella casa di via Napolitano, quartiere più periferico, da un’entrata secondaria intorno alle nove meno un quarto. Luigi Napolitano, la moglie e la figlia erano nella stessa stanza, un altro figlio era in camera ad ascoltare musica. Una serata tranquilla, la solita routine familiare scandita dalle abitudini di chi tutto il giorno studia, lavora e poi si riunisce per condividere i momenti di una giornata.

Il sereno menage è stato però interrotto dal raid dei quattro banditi- forse stranieri- che sono riusciti ad introdursi nell’abitazione, hanno prima chiuso in bagno un figlio e poi si sono rivolti agli altri membri per chiedere denaro, gioielli. Schiaffi, pugni, voce grossa e quella pistola, secondo i carabinieri una pistola ‘scacciacane’, esibita costantemente.

Nessuno ha opposto resistenza, nessuno ha tentato gesti sconsiderati, Napolitano dopo l’iniziale, comprensibile choc, ha recuperato la lucidità e affrontato a viso aperto i suoi aguzzini chiedendo cosa volessero e di non fare del male a nessuno. A questo punto si sono diretti verso una stanza della casa e qui hanno prelevato gioielli, solo quando hanno arraffato il bottino si sono dileguati ma prima hanno chiuso tutti nel bagno per impedire che fossero avvertite le forze dell’ordine. A liberarli qualche ora più tardi un amico di famiglia che si è accorto della presenza di un cancello aperto e ha avvertito i carabinieri.

E’ stato in quel momento che l’incubo della famiglia Napolitano è finito. Quando hanno visto le divise e hanno potuto raccontare, in un turbinio di emozioni contrastanti, tra la paura e il sollievo, la terribile esperienza vissuta. “Ero  in balia di quella gente, ringrazio il Signore perché tutto è finito- racconta al giornalelocale Napolitano- Ci hanno aggrediti con calci e pugni, avevano una pistola. Ho temuto per le nostre vite, soprattutto nei primi momenti quando ho capito che avevano già preso mio figlio che era da solo nella sua cameretta. Mi sono sentito impotente, vinto dalla loro violenza. Quando ho recuperato la lucidità ho chiesto cosa volessero da noi e ho fatto in modo che tutto finisse il prima possibile”. “Un’esperienza del genere- continua Napolitano- ti segna davvero, ti fa cambiare del tutto il modo di intendere la tua esistenza. Quando abbiamo superato quegli attimi ho ringraziato il Signore per avere superato questa drammatica prova e poi i carabinieri di Baiano per la loro presenza. Grazie alla sensibilità dei militari, all’attenzione che hanno mostrato per noi, ci siamo sentiti rincuorati. Loro fanno un grande lavoro sul territorio e lo hanno dimostrato anche con la loro professionalità”.

Un’esperienza condivisa, sebbene senza lo choc del sequestro e delle armi, da alcuni vicini di casa. Circa un’ora prima del raid a casa Napolitano, infatti, un’altra abitazione, a pochi metri di distanza, è stata colpita da malviventi che si sono introdotti praticando un buco nella porta della cucina ed hanno portato via oro e gioielli. In questo caso, fortunatamente, nessuno era presente in casa. La vicinanza tra le abitazioni e l’orario ravvicinato in cui si sono svolti i colpi fanno temere che ad agire sia stata la stessa banda. I militari dell’Arma hanno lavorato per tutta la notte insieme ai colleghi della Scientifica per risalire alle tracce del passaggio dei criminali. Le due case sono state passate al setaccio per verificare se a colpire sia stato lo stesso gruppo.

 

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