Camorra, nuovo clan nel Nolano e nel Baianese: è il Nuovo Ordine di Zona

Camorra, pm Soviero

Francesco Soviero

AVELLA- (di Bianca Bianco- Il Mattino) Non solo un sequestro a scopo estorsivo. Dietro i fatti della notte del 19 marzo, quando Antonio Guerriero e Girolamo Miele, poi arrestati, tennero in scacco tre imprenditori di Avella per ottenere un subappalto, c’è  uno scenario nuovo che rivoluzionerebbe, se confermato, gli equilibri criminali del Baianese. Equilibri sinora gestiti in maniera egemone dal clan Cava del vicino Vallo di Lauro, ma adesso destabilizzati da un sedicente nuovo sodalizio criminale autoctono detto “Nuovo ordine di zona”. Sono proprio gli indagati, fermati lo scorso 31 marzo per il sequestro con l’aggravante delle modalità mafiose, a svelare inconsapevolmente agli inquirenti l’esistenza di una organizzazione mandamentale. Lo fanno parlando ai loro interlocutori (gli imprenditori avellani vittime del sequestro ed un imprenditore del Beneventano) senza sapere che ogni loro parola è registrata dalle cimici piazzate dalla direzione distrettuale antimafia e che ogni loro espressione è trascritta dai carabinieri. Quelle trascrizioni sono poi finite nel decreto di fermo lungo quarantacinque pagine siglato dal pm anticamorra Francesco Soviero ed hanno dato alle indagini sulle presunte estorsioni per i lavori al torrente Gaudio-Sciminaro, ma anche a quelle sull’omicidio di Fortunato Miele avvenuto nell’agosto del duemiladodici, nuove strade investigative da percorre. I due, scrivono gli inquirenti, avrebbero partecipato “ad una nuova e consolidata organizzazione criminale mafiosa operante anche all’esterno del Mandamento baianese ed in grado di garantire ai suoi associati gli strumenti finanziari e logistici in caso di fuga” il cui principale obiettivo è “assoggettare gli appalti pubblici del territorio”: sia quelli già assegnati- come nel caso dei lavori di mitigazione del rischio idrogeologico al torrente Gaudio- Sciminaro- sia quelli in fase di assegnazione. Tra gli appalti indicati dai presunti estorsori, oltre quello di Avella che ammonta a 1,7 milioni di euro, anche quelli prossimi a Mugnano del Cardinale e Quadrelle per i quali si prevede uno stanziamento complessivo di 8 milioni di euro.  Una ingerenza nella gestione di soldi pubblici che Antonio Guerriero sostiene,  in un dialogo con un imprenditore,  sia possibile grazie alle loro “conoscenze a 360 gradi”: “Grazie a Dio- si legge nel decreto- abbiamo amici dappertutto. Tecnici, ingegneri, amministratori e altri dall’altra parte della sponda”. A tenere le fila del sedicente clan, i “masti”(definiti così da loro stessi) individuati dall’Antimafia in soggetti del Baianese già attivi negli anni Ottanta e Novanta nel panorama camorrista del Nolano all’epoca di Carmine Alfieri e poi satelliti senza poteri decisionali con i Cava; pedine secondarie che ora avrebbero deciso, complici gli arresti di molti esponenti della camorra del Vallo e la polverizzazione della malavita nolana, di mettersi in proprio contro i Cava (“organizzazione criminale oggi perdente”) attraverso un piano di estorsioni, minacce e pressioni per ottenere lavori e forniture. Su questi scenari a dir poco inquietanti entrambi gli indagati non hanno risposto al giudice per le indagini preliminari nel corso del primo interrogatorio. I due restano in carcere ma il giudice ha rigettato la convalida del fermo (relativa al sequestro di persona) e convalidato l’ordinanza di arresto (per possesso di armi). Gli atti sono poi stati trasferiti per competenza al gip di Napoli, mentre i difensori hanno presentato istanza di scarcerazione al Tribunale del Riesame che dovrebbe pronunciarsi nei prossimi giorni.

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