Cavezza, la Turris nel paradiso della D con un… Serafino

Serafino Cavezza (a destra), 20 anni. (foto Varo photography)

Serafino Cavezza (a destra), 20 anni. (foto Varo photography)

CICCIANO (Salvatore Ioime) – La Turris vince il campionato di Eccellenza e vola in Serie D. Tra i protagonisti di questa cavalcata, conclusasi con la vittoria finale, c’è sicuramente un giovane calciatore originario di Cicciano, Serafino Cavezza. Classe 1995, Cavezza ha vestito in passato le maglie di Torrecuso, Virtus Carano ed Arzanese. Ecco le sue dichiarazioni in esclusiva a “ilgiornalelocale.it”.

Vittoria del campionato di Eccellenza e la Turris vola in Serie D. Che emozione hai provato?

“Sicuramente una bellissima sensazione che non avevo mai provato prima essendo il primo campionato vinto, specialmente in una piazza come Torre Del Geco che lo merita ed ha sicuramente una tifoseria da altre categorie”.

Riavvolgiamo il nastro: fino a dicembre hai vestito la maglia dell’Arzanese in Serie D collezionando solo 5 presenze. Che esperienza è stata? Perché poi la decisione di andare via e scendere di categoria?

“Sicuramente ad Arzano è stata un’esperienza positiva dove mi ha aiutato a crescere. A dicembre ho cambiato aria e la decisione di scendere di categoria e di andare alla Turris è voluta dal fatto che società e mister mi volevano fortemente e poi come potevo dire di no ad una piazza come Torre Del Greco, dove si puntava alla vittoria finale”.

A dicembre arrivi alla Turris voluto fortemente da mister Santosuosso che ti conosceva bene dai tempi del Torrecuso: come giudichi questi ultimi mesi con la squadra di Torre Del Greco?

“Ho accettato questa sfida sapendo che non era facile integrarmi, e alla fine però posso dire che anche se non ho vissuto da protagonista questi ultimi mesi ma un contributo l’ho dato anche io alla vittoria finale”.

Torrecuso è stata la tua migliore stagione a livello personale?

“Torrecuso sicuramente mi ha fatto crescere notevolmente sia a livello personale e soprattutto calcistico essendo il primo anno in cui facevo la D penso che di questa esperienza posso ritenermi soddisfatto”.

Il miglior calciatore con cui tu abbia mai giocato.

“Ce ne sono tanti. Ma dico Alfonso Camorani oltre ad essere un grande calciatore, basti pensare che abbia giocato in A. Ma di lui mi ha impressionato molto essere una persona eccezionale e soprattutto umile”.

Il miglior allenatore che tu abbia mai avuto e che ha creduto in te fin dall’inizio.

“Ogni allenatore a modo suo mi ha dato tanto e mi ha insegnato tanto non ce ne uno in particolare”.

Quali sono le differenze che hai notato dalla Serie D all’Eccellenza?

“Eccellenza e serie D alla fine si somigliano tanto sono campionati molto duri. Ma sicuramente in serie D affronti squadre più attrezzate”.

Sei cresciuto calcisticamente a Camposano con la Punto Juve: cosa ricordi di quei momenti?

“E’ stata un’esperienza formativa a livello giovanile? “Sì, sono cresciuto lì fin da bambino avevo appena 5 6 anni quando ho iniziato è stata sicuramente una bella esperienza ed ho molti bei ricordi”.

Cosa manca alla nostra zona per emergere dal punto di vista calcistico? E perché non si punta più sui giovani dell’agro nolano?

“Sicuramente non è solo la nostra zona ma è un po tutta l’Italia che va così, Posso dire che sui giovani si punta poco ed è un peccato perché basta pensare che ,per esempio in Spagna Germania, proprio sui giovani hanno creato le loro fortune. Spero che li prendano come esempio: solo così le cose possono cambiare”.

Cavezza cosa farà in futuro? Quali sono i propri obiettivi?

“Ora io mi godo questa vittoria finale e poi al futuro si penserà più in là. Sicuramente l’obbettivo è arrivare il più in alto possibile”.

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