Crac Campania Felix, ecco tutti i debiti dei Comuni

campaniafelix1NOLA- (di Bianca Bianco e Nello Lauro) E’ una voragine quella in cui è caduta Campania Felix. L’ex Multiservice con sede a Tufino, nata per garantire servizi ai Comuni del Nolano associati (su tutti, la raccolta rifiuti) naufraga in un mare di debiti e conclude la sua sfortunata vicenda societaria con una dichiarazione di fallimento pronunciata l’11 aprile dal Tribunale di Nola. Campania Felix, società per azioni in liquidazione dal 2012, è annegata in 11 milioni 534 mila euro di debiti, sebbene la spinta mortale verso il baratro fallimentare sia arrivata da un ‘piccolo’ debito di 44mila euro, quello nei confronti di Adecco Italia Spa, agenzia per il lavoro che ha promosso l’istanza che ha decretato la fine della Multiservice. Undici milioni e mezzo di debiti sono tanti per un spa nata nel 2000 e entrata in liquidazione nel 2012 , un milione di euro per anno di attività di raccolta e smaltimento (ma si è occupata anche di altri servizi come la gestione parcheggi a Nola) la cui ultima composizione societaria constava di sei soci, ovvero Comuni azionisti: Tufino, con il 45,61% di quote pari a 5473 azioni; Nola, che deteneva il 34, 79% pari a 4175 azioni, Mariglianella con il 6,42% pari a 770 azioni; San Vitaliano con il 5,83% (sono 584 azioni), Visciano il 4,86% (584 azioni= e Saviano con il 2,49% (298 azioni).

Tutti i Comuni gestivano 12mila azioni per un capitale sociale di 120mila euro. Ora si ritroveranno alle prese con i maxi debiti accumulati proprio nei confronti della loro ex Multiservice, somme mai versate dagli enti (sia quelli soci alla data del 31 dicembre 2012, sia quelli che ne sono usciti prima) e che hanno contribuito a determinare il collasso finanziario della spa, divenuto strumento senza utilità schiacciato dai debiti. A fronte di una posizione debitoria pari a 11 milioni 534 mila euro, infatti, Campania Felix vanta crediti nei confronti dei Comuni soci ed ex soci (e non solo) per ben 9 milioni 342 mila euro. Tanto per fare un esempio, stando alla documentazione prodotta nell’ampio fascicolo del fallimento, Nola deve alla Spa 5 milioni 502mila euro,  Saviano ne deve 199.691, Cicciano 16.402, San Vitaliano 299.501, Tufino 988.418, Visciano 215.156, Casamarciano 129.917, Mariglianella 824.272. Con una condizione finanziaria ridotta a brandelli, il fallimento pronunciato lo scorso 11 aprile è parso a molti (ma non ai liquidatori che hanno annunciato ricorso) un epilogo scontato.

Il giudice relatore Giuseppa D’Inverno lo scrive nelle pagine della sentenza in cui, riconoscendo Campania felix non come società in house (questo l’avrebbe sottratta dalla procedura fallimentare) ma come società mista pubblico privato, sottolinea l’esposizione debitoria emergente dal bilancio di esercizio 2012 in cui “a fronte di un attivo di circa 8 milioni di euro (costituito prevalentemente di crediti verso gli enti pubblici partecipanti, non liquidabili a breve) emerge un passivo di oltre dieci milioni di euro”. Uno “stato di insolvenza” visto che la società non può allo stato soddisfare i creditori. Subito dopo la sentenza di fallimento, sono stati nominati i curatori fallimentari (Carmine Romano e Paolo Liguoro) i quali si occuperanno di procedere all’inventario dei beni nella sede principale della ex Multiservice.

Un finale atteso ma indecoroso per la società che per alcuni anni era considerata un vanto nell’organizzazione dei servizi locali, ma che si è smarrita tra debiti e crediti mai versati e lunghe controversie. Non ultima, quella che oppone proprio il Comune di Nola alla sua ex Multiservizi per un debito (dell’ente) di circa 2,8 milioni di euro risoltosi con un lodo arbitrale, un tentativo fallito di transazione (per il niet del Comune di Tufino) e infine la scelta della giunta Biancardi di optare per  il riconoscimento di un debito fuori bilancio al fine di appianare quanto meno la situazione debitoria che va dal 2006 al 2008. Un vero e proprio pantano, in cui restano bloccati anche gli ex dipendenti Campania Felix che vantano da anni il versamento di spettanze relative a straordinari compiuti. Una patata bollente su cui anche la politica, da destra a sinistra, si sta facendo sentire. Con l’opposizione consiliare che preannuncia il catastrofico ripercuotersi del fallimento sulle tasche dei nolani attraverso nuovi prelievi fiscali incrementati e la maggioranza che rivendica l’estraneità ad una situazione incancrenitasi prima dell’arrivo di Biancardi sulla poltrona di Palazzo di Città. Un pasticciaccio brutto.

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