Nola, caso Vaslav: i sette indagati si accusano tra loro

sasha_casaNOLA- Sono stati iscritti nel registro degli indagati i sette presunti autori del pestaggio del clochard Vaslav, avvenuto intorno alla mezzanotte del 17 marzo scorso. I sette sono indagati per lesioni, accusati di avere picchiato il senzatetto fino a spezzargli tibia e perone di entrambe le gambe e le braccia, oltre a provocargli una ferita alla testa che ha richiesto quaranta punti di sutura. Il ‘branco’ figura dunque nel fascicolo del pubblico ministero Capasso della Procura di Nola incaricato dell’inchiesta, ma al momento nessuna misura cautelare è stata disposta né dalla Procura nolana né dal Tribunale dei Minori competente per cinque degli indagati. I giovani presunti aggressori di Vaslav, ragazzo di origine ceca che vive di espedienti e trovava rifugio nella casetta abbandonata delle Ferrovie dove è avvenuto il pestaggio, sono stati ascoltati una sola volta dagli inquirenti non molti giorni dopo i fatti ma non avrebbero fornito una versione univoca di quanto accaduto. Si rimpallano ruoli e responsabilità, alcuni dicono che non hanno picchiato Vaslav ma che erano solo spettatori ed indicano gli altri come autori materiali. Oscuro ancora anche il movente. Secondo una fonte ascoltata dal giornalelocale, il gruppetto avrebbe reagito con violenza ad una ‘alzata di testa’ di Vaslav, che infastidito da un lancio di pietre avrebbe reagito mostrando un bastone contro di loro. Di qui, la risposta sanguinosa conclusa con il ricovero del clochard all’ospedale di Nola, reparto ortopedia, dopo il pronto soccorso di alcuni residenti nella zona.  Vaslav è ancora in ospedale, deve seguire dure terapie riabilitative e farsi operare, poi sarà ospitato in una struttura della Caritas diocesana. Visti i tempi della giustizia, la delicatezza delle indagini, il coinvolgimeno di minori, non è dato sapere quando il giovane sfortunato avrà giustizia per quello che ha subito : il massacro e l’uccisione del suo affezionato cagnolino.

LA VICENDA– Era la tarda sera del 17 marzo, un martedì. Urla e concitazione attirano l’attenzione di tre residenti della zona, due dei quali sono Giuseppe Mugione della Polizia locale di Nola e il vicino Saverio Napolitano. Scendono in strada e si rendono contro che sette persone, giovani e « del posto » si stanno accanendo contro Vaslav. I due gruppi si affrontano, i giovani aggressori scappano dopo avere minacciato i tre adulti i quali poi soccorrono Vaslav e chiamano il 118. Qualche ora dopo hanno ritrovato anche il cadavere di Opson, uno dei tre cagnolini del ragazzo ceco. La storia, sulla bocca di molti da diversi giorni, è finita sulle cronache grazie al giornalelocale solo una settimana dopo ; gli articoli hanno acceso i riflettori su un fattaccio che, ad un mese dal raid, sembra ancora, per molti aspetti, sembra ancora avvolta nel mistero. I testimoni, lo stesso Vaslav, infine i presunti autori del raid sono stati ascoltati e le indagini affidati al pm Capasso della Procura di Nola che  ha iscritto i sette- due maggiorenni e cinque minorenni- nel registro degli indagati.

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