Nola, si abbattono gli alberi della villa: tutti i costi dell’operazione

NOLA- Costeranno 60mila euro e qualche spicciolo i lavori di abbattimento di 24 alberi della villa Comunale di Nola.  I costi dell’osteggiata operazione di ‘salvaguardia’ del verde pubblico sono trascritti nella delibera redatta dal dirigente al settore Tutela ambiente Stefania Duraccio con la quale si dà il via all’iter per tagliare le piante irrimediabilmente compromesse e dunque, secondo le perizie stilate da tecnici nominati dall’amministrazione, da eliminare. Con buona pace delle lotte degli attivisti del Forum ambiente. Dei 60mila euro, in particolare 37.942 sono destinati ai cosiddetti “lavori a corpo”, altri 22mila per oneri di smaltimento, iva, spese tecniche e analisi del suolo.

La cronaca sulla situazione del verde comunale ha origine l’anno scorso, nei giorni della terribile “Summer storm” che con bombe d’acqua violente causò notevoli danni in tutto il territorio nolano. Tra i 16 ed il 19 giugno temporali rapidi e carichi d’acqua causarono piccoli e grandi disastri, tra i quali lo sradicamento di alcuni alberi. Furono in molti a sollecitare un controllo sulla condizione fitosanitaria del patrimonio arboreo della città. La prima perizia, richiesta dall’ente di piazza Duomo, fu affidata all’agronomo Cardiello di Salerno che compì due analisi, una a luglio e un’altra a settembre, e poi, nel dicembre del 2014 fornì al Comune la sua relazione relativa a tutte le piante analizzate (sei esemplari assoggettati alla S.i.m., una sorta di prova di resistenza, 75 alberi della villa comunale e del cimitero sottoposti ad indagini fitosanitarie, ed una analisi speciale per lo storico Montezuma, la pianta più rara ed antica dei del parco comunale). Il sindaco Biancardi intanto, già a novembre, aveva deciso la chiusura immediata e fino a data da destinarsi, della villa per proteggere l’incolumità dei frequentatori. La villa, peraltro, è ancora chiusa. Da allora  si sono intensificate le proteste del Forum ambiente e delle associazioni come Legambiente, Lipu, Wwf, che armati di controperizie concordate con l’ente comunale, hanno proposto una soluzione alternativa all’abbattimento. Una soluzione impossibile per il Comune, che anche a febbraio ha ribadito con una nuova perizia, stavolta stilata dalla facoltà di Agronomia della Federico II (dottor Antonio Saracino) e da un dottore Forestale (Francesco Cona) che almeno 25 alberi sono in condizioni così precarie da essere destinati all’abbattimento senza se e senza ma. Quella prospettiva oggi diventa realtà con la delibera che stabilisce il taglio di 24 piante della villa. Una decisione che incontra le proteste del Forum ambiente che domani raccoglierà firme per evitare il taglio.

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