Sasha

Caso Vaclav, ascoltati anche i 2 maggiorenni: quella sera volevamo pariare

NOLA- Sono comparsi davanti al giudice per le indagini preliminari i due unici maggiorenni coinvolti nel caso Vaclav. S.D.B. e D.F., che dal 14 maggio scorso hanno obbligo di dimora, hanno risposto alle domande del gip Sepe della Procura della Repubblica di Nola che si è occupata delle indagini in concerto con il Tribunale dei Minori di Napoli. I due sono indagati con le accuse di lesioni aggravate da motivi futili e abietti e dalla minorata difesa della vittima. Secondo quanto emerso, entrambi hanno confermato la quasi inesistenza di un movente per il pestaggio del clochard. L’avvicinamento a Vaclav nella casetta delle ferrovie dello stato sarebbe scaturito dalla volontà di “pariare” (divertirsi ndr) che è poi sfuggita di mano. Sia nel caso dei minori che dei maggiorenni, vanno identificate e distinte tutte le responsabilità. Nel corso dell’interrogatorio hanno chiesto perdono a Vaclav, ai genitori ed alla città di Nola così come hanno fatto i tre minori.

I cinque ragazzi sono quindi tutti a Nola. I tre che hanno meno di 18 anni hanno lasciato la comunità di Nisida e hanno obbligo di permanenza nelle loro abitazioni. Per i due maggiorenni è confermata la misura disposta dall’inizio dal gip.

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