Incidente A16, la drammatica corsa contro il tempo dei soccorritori: a Nola tac guasta per i feriti

BAIANO (Nello Lauro- Il Mattino)  Un’ambulanza corre. La vedi sfrecciare con le ruote che consumano quei chilometri di asfalto. Per salvare una vita, forse due. O più. Chissà. Corre, lampeggia. A fianco auto che proseguono sulla carreggiata e che cercano di capire qualcosa in più dopo quel cartello elettronico con la scritta “Uscita Baiano chiusa”. Pochi metri più avanti l’ambulanza finalmente rallenta la sua corsa e svolta verso lo svincolo proibito dove il segnale non c’è più, travolto e piegato dal pullmino che trasportava quei 9 lavoratori che avevano un appuntamento con un crudele destino. L’agente della polizia stradale agita con decisione e forza una bandiera gialla che intima agli automobilisti di non rallentare. Pochi metri più avanti ci sono gli addetti delle Autostrade, i carabinieri e i vigili del fuoco quasi disposti in fila indiana per cercare di evitare tamponamenti, tenere lontano i curiosi e quasi preservare quella drammatica scena. Fotogrammi terribili per chi vede. Quello che resta di un minibus: le bottiglie di acqua dei lavoratori sul prato e ancora in auto, sorseggiate a metà, sono una delle poche cose rimaste intatte in quel miscuglio di morte, lamiere e sangue. I soccorritori cercano documenti per identificare quei corpi straziati per avvisare le famiglie. Una pena. Non c’è nemmeno il tempo per piangere: le sirene delle ambulanze tagliano quel silenzio quasi tombale e i motori dei mezzi di soccorso fremono per poter ripartire: i feriti devono volare in elicottero in ospedale a Napoli e correre verso Avellino e Nola (sono in due). E proprio nel nosocomio Santa Maria la Pietà scoppia il caso. Qui da giorni la Tac è guasta e in attesa di riparazione. L’unico chirurgo di servizio nel pronto soccorso di Nola ha dovuto fare i salti mortali per soccorrere i due codici rossi, senza neanche poter effettuare esami diagnostici approfonditi, visto il guasto. In ogni caso l’abnegazione dei medici e del personale sanitario ha potuto sopperire alle quotidiane mancanze strutturali del nosocomio. Ai due feriti è stato comunque possibile solo fare radiografie senza potere evidenziare la gravità delle lesioni. Poi il chirurgo ha disposto di far eseguire la tac all’ospedale di Pollena Trocchia (altri 24 chilometri). Polemica anche sulla sicurezza di questo tratto di autostrada diventato famigerato. Pochi chilometri indietro la tragedia delle tragedie: la strage di Acqualonga in quella maledetta domenica del 27 luglio 2013 quando un bus di pellegrini per la maggior parte di Pozzuoli precipitò dal viadotto finendo la sua tragica e fatale corsa nella vallata: si contarono 39 morti. Anche allora quell’odore di morte, quel silenzio irreale misto a pianti di disperazione ed abbracci liberatori per essere ancora vivi. Il tempo sembra essersi fermato su questa strada della morte. “L’ennesima tragedia su questa autostrada. È necessario – afferma in una nota, la capolista del Pd irpino alle elezioni regionali, Roberta Santaniello che esprime cordoglio alle famiglie delle vittime – un intervento di messa in sicurezza di questo pezzo di autostrada. Troppe vite spezzate. Mi farò carico di inviare una lettera al ministro Delrio per sollecitare un suo intervento”.

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