Inquinamento dell’aria, dal 18 aprile nessuno sforamento nel Nolano

SAN VITALIANO- No agli allarmismi, sì ad un costante controllo attraverso una centralina mobile.  Il Comune di San Vitaliano risponde alle richieste di notizie ed aggiornamenti su un caso finito sulle cronache nazionali, l’innalzamento oltre la soglia massima dei valori delle polveri sottili nella cittadina alle porte di Nola. Un innalzamento pauroso (la soglia di 50 microgrammi per metrocubo superabile per legge al massimo 35 volte l’anno, qui è stata superata 50 volte in cento giorni) che dal 18 aprile non si registrerebbe più ma che ha richiesto l’intervento dell’amministrazione che nei giorni scorsi ha convocato una conferenza di servizi con Asl, Arpac e Comuni di Scisciano, Nola, Marigliano. Il sindaco Antonio Falcone ha poi consegnato alla Prefettura di Napoli ed alla Procura di Nola una relazione sugli interventi adottati per la tutela della salute pubblica. Dalla conferenza dei servizi si è deciso di costituire un tavolo tecnico tra arpac, asl e utc di San Vitaliano finalizzato alla programmazione dei controlli sulla base delle informazioni rese disponibili dai Comuni, convocato per il 12 maggio; dettagliare la composizione (non solo la quantità) delle polveri sottili rilevate a San Vitaliano, mediante l’analisi dei filtri – ad opera dell’arpac – nei tempi e nei modi concordati dal Tavolo tecnico; costituire un tavolo istituzionale tra i sindaci di San Vitaliano e dei Comuni confinanti per definire ordinanze di rilievo territoriale e non solo comunale, convocato per il giorno 15 maggio; attivare una centralina di rilevamento mobile e definire un programma di verifica e monitoraggio delle emissioni in atmosfera di tutte  le realtà produttive, oltre che dei privati che fanno a qualunque titolo emissioni in atmosfera (camini, stufe a pellet).

Rispetto ai dati, l’amministrazione ha sottolineato che la centralina dell’arpac di cui si è dotato il paese ha registrato 59 sforamenti dal primo gennaio 2015, con punte altissime in certi giorni. Gli sforamenti riguardano sia Pm5 che pm10 ma dal 18 aprile non se ne registrano più. Questa sarebbe la riprova della ‘stagionalità’ del problema. Un problema legato o alle emissioni di un camino posto troppo vicino la centralina (e fatto rimuovere) o alle aziende del territorio, per le quali l’ente ha chiesto il censimento da parte dei vigili urbani.

 

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