Rione Fellino, Nappi il difensore con la laurea: un gol per nonno Felice

COMIZIANO (SI)  – Pochi mesi fa il Rione Fellino ha tesserato Felice Nappi, giocatore esperto con un passato in Serie D e in Eccellenza. Classe ’88, autore di numerose ottime prestazioni, nell’ultima partita di campionato di Seconda Categoria ha segnato la sua prima rete contro il Banzano. Ecco le sue dichiarazioni al termine dell’undicesima vittoria della squadra di Roccarainola, che si prepara così al big-match contro l’Hyspanica.

Primo gol in campionato con la maglia del Rione Fellino. Che gioia hai provato?

“E’ sempre bello fare gol, soprattutto per la gioia personale di uno che, da terzino, la porta la vede sempre lontana, troppo, intento ad andare su e giù per la fascia, tra fase difensiva e qualche sortita in attacco. La gioia però è stata doppia e condivisa con tutta la squadra, perché la realizzazione è arrivata in un momento delicato della partita: serviva ribadire il vantaggio per poter gestire con più tranquillità il resto dell’incontro e per fortuna è stata utile per quel fine. Sono contento di aver aiutato la squadra anche in questa nuova “veste”.

Una dedica in particolare?

“Appena dopo il gol ho cercato il mister, perché in settimana gli avevo promesso la realizzazione, dopo aver tanto scherzato sull’argomento. Un pensiero ben più personale e profondo va però ad un mio caro, che settimane fa è venuto a mancare: il gol è per mio nonno Felice”.

Partita complicata quella contro il Banzano: le undici vittorie consecutive ormai si fanno sentire sulle spalle?

E”’ stata una bella partita, molto avvincente e tirata, soprattutto nel primo tempo. Non è facile scendere in campo ogni giornata con la stessa concentrazione. Non è facile, al contempo, incontrare avversari che, sapendo del filotto di vittorie consecutive, cerca l’ impresa e gioca con intensità e agonismo ancora maggiori, tentando il colpaccio. Un pò di stanchezza ci può stare ed è in quel momento che subentra la forza del nostro gruppo, sia fisica che mentale. Questa stessa forza ci ha permesso di arrivare all’undicesima vittoria consecutiva sabato”.

Qual è il tuo ruolo preferito?

“Nasco come esterno alto, prevalentemente di destra, anche se mi piace molto giocare a sinistra. Negli anni in cui sono stato under però, come spesso capita, ci si fa le ossa partendo da una posizione più arretrata e ho iniziato a giocare, da ragazzino, come terzino a destra. Questo è stato il ruolo che ho ricoperto con maggior frequenza nelle squadre in cui ho militato, ma nella stessa annata e in diverse squadre, ho ricoperto più ruoli sulle fasce. Mister De Sarno, ad esempio, da qualche partita a questa parte, mi ha riscoperto terzino sinistro”.

Il Rione Fellino vola sempre più in alto. Undici vittorie consecutive nel girone di ritorno, il merito di chi è?

“Il merito è di tutti, nessuno escluso. A partire da Mister De Sarno, passando per il direttore Rega e il mister in seconda Ioime, tutti i collaboratori, fino a noi che siamo i protagonisti in campo. Per come ci alleniamo, per le cose che proviamo, per i sacrifici che stiamo facendo, per il gioco che esprimiamo in campo, per la voglia e la grinta, per l’unione che abbiamo, l’affiatamento e l’affetto che proviamo l’uno per l’altro non posso che definirci una famiglia. E questa mia famiglia merita tanto”.

E dove arriverà questa squadra?

“Come dissi durante la mia prima intervista, appena approdato qui, un paio di mesi fa, mi piace ragionare di partita in partita, senza proclami e senza fare promesse particolari. Non so dove arriveremo, ma so cosa meritiamo. Ognuno dei miei compagni di squadra lo sa”.

La sfida con l’Hyspanica è sempre più vicina: quanto conta l’esperienza in queste partite delicate?

“L’esperienza in partite come questa conta tanto, soprattutto quando si va ad affrontare squadre organizzate, con giocatori d’esperienza in organico e che puntano alla vittoria del campionato. Nel nostro organico possiamo comunque annoverare giocatori di discreta esperienza, oltre alla grande preparazione del mister. Allo stesso tempo, in stagioni o, nel particolare, in partite come questa contro l’Hispanika, conta anche il brio, la freschezza e una certa sfrontatezza dei giovani, o dei meno esperti, che in certe circostanze possono tornare davvero utili”.

Che rapporto hai con mister De Sarno? E in quale aspetto sei migliorato sotto la sua guida tecnica?

“Mister De Sarno è un amico di vecchia data, conosciuto sui campi di calcio quando eravamo due ragazzini che rincorrevano un pallone e, insieme a questo, anche un grande sogno. Per le esperienze e le stagioni vissute, posso dire che ci siamo tolti le nostre soddisfazioni. Non avevamo, però, mai condiviso lo spogliatoio per un’intera annata, se non per qualche mese la scorsa stagione a Taurano, nell’anno della vittoria del campionato. Quest’anno il mister mi ha proposto di seguirlo in questa sua prima esperienza da allenatore e ha avuto la pazienza di aspettare che finissi il mio percorso di studi, che mi ha poi portato al conseguimento della laurea. Sono contento del suo interessamento e lieto di lavorare con lui, è un ragazzo serio, diligente, grintoso e soprattutto un amico. Spero di ripagare in pieno la fiducia. Mi ha trasmesso tanto come uomo e come allenatore, veste nella quale non l’avevo ancora visto all’opera. E’ un ragazzo molto preparato, farà strada. L’ unico rammarico è di non aver cominciato l’avventura dall inizio insieme, ma solo da pochi mesi”.

Dove ti ritroveremo il prossimo? Vestirai ancora la maglia del Rione Fellino?

“A me farebbe tanto piacere, come ho già detto, questa è diventata la mia nuova famiglia. C’è un progetto, c’è gente preparata, c’è amicizia e affetto e c’è tanta voglia di fare. Ci sono tutte le premesse. Quando fai parte di una famiglia è difficile abbandonarla”.

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