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Vaslav, ecco i 5 autori del pestaggio: ci sono 3 minorenni

NOLA- Presi gli autori del pestaggio del senzatetto Vaclav avvenuta a Nola nella notte tra il 17 ed il 18 marzo. Si tratta di Salvatore Di Bella, maggiorenne, sottoposto ad obbligo di dimora e obbligo di firma con la prescrizione di restare a casa dalle 19 alle 7 di ogni giorno. Di Domenico Ferrara, maggiorenne, cui sono state comminate le stesse misure disposte per Di Bella e di tre minori che sono stati trasferiti in una comunità.

Secondo la Procura sono i presunti autori del pestaggio di Vaclav Briza, il 39enne senzatetto ceco pestato nella casetta delle Ferrovie dello Stato e che riportò dal pestaggio la frattura di gambe e braccia e 40 punti di sutura alla testa. In base ad indagini tecniche ed invasive, nonché a ricognizioni fotografiche da parte della vittima, i cinque sono responsabili del pestaggio e sono accusati di tentato omicidio, per il giudice dei minorenni e lesioni aggravate per il G.I.P. di Nola. Un sesto ragazzo, maggiorenne, non ha subito misure perché ha collaborato con la giustizia.

Secondo l’accusa  l’intero gruppo si era riunito nella tarda serata del 17 marzo in  piazza Santorelli, portandosi successivamente all’interno della stazione ferroviaria nolana. Avevano notato la presenza dello sventurato mendicante straniero, che stava per addormentarsi nella casupola abbandonata. Il gruppo di giovani allora, mutatosi in violento branco, armatosi di bastoni in legno (poi rinvenuti tra i rifiuti della struttura) aveva iniziato, con inaudita ferocia e senza alcuna motivazione, a percuotere Vaclav, che solo fortuitamente non è morto per le gravi lesioni riportate, essendosi gli autori dell’efferata condotta allontanatisi, in quanto spaventati dalla presenza di un uomo affacciato ad un adiacente balcone, che aveva udito le urla disperate di aiuto del cittadino comunitario. Il soccorritore, successivamente identificato per un agente della Polizia Municipale del Comune di Nola, aveva richiesto l’intervento di ambulanza del servizio 118, pur dopo aver ricevuto minacce di rientrare in casa e non occuparsi dell’aggressione cui aveva assistito. Se effettivamente ciò fosse accaduto e la vittima non fosse stata soccorsa, le emorragie causate dalle ferite infertegli ne avrebbero probabilmente causato la morte, secondo quanto riferiscono i sanitari. “La ricostruzione dell’episodio- si legge nella noto della Procura-  impone di constatare l’assenza di causali di odio razziale ma invece motivazioni futili di gratuite esplosioni di violenza collettiva, nonché l’oggettivo coinvolgimento di calciatori ed appartenenti a tifoserie ultras della locale squadra di calcio, Nola 1925, attualmente partecipante al campionato per il girone di Promozione”.

Il Nola calcio, tirato in ballo dalla nota ufficiale della Procura di Nola, è intervenuto sulla vicenda condannando la “condotta esecrabile posta in essere ai danni del cittadino della Repubblica Ceca” ma sottolineando che la  società calcistica Nola 1925  “nulla ha a che vedere” e “ nulla ha in comune” con i fatti ed i soggetti coinvolti.

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