Cimitero di Nola: procura indaga su esumazioni e servizi, polizia sequestra area

NOLA- (di Bianca Bianco)  E’ una doppia indagine quella avviata dalla Procura della Repubblica sul cimitero di Nola. Due filoni investigativi che riguardano, in entrambi i casi, la gestione dei servizi cimiteriali nella città dei gigli. Dopo il blitz di martedì, con cui gli agenti del Commissariato di Nola ed il personale dell’Asl e dell’Ispettorato del lavoro hanno scoperto le condizioni ‘insalubri’ in cui si svolgevano le attività di esumazione delle salme, l’inchiesta va avanti ed è destinata ad allargarsi.

LE EESUMAZIONI- Martedì pomeriggio scatta il controllo degli agenti di polizia, dell’azienda sanitaria locale e dell’ispettorato del lavoro. Nel mirino ci sono le condizioni in cui si effettuano le esumazioni nell’area cimiteriale destinata a queste tristi e macabre incombenze, la cosiddetta “sala autoptica”. Quello che scoprono gli inquirenti porta all’immediato sequestro penale dell’area. Gli operai addetti (in tutto sono sette) secondo gli investigatori svolgevano il loro compito in ambiente di lavoro “insalubre”, ovvero senza utilizzare guanti, mascherine ed altre protezioni necessarie quando si maneggia materiale potenzialmente nocivo, Le violazioni riguardano il decreto legislativo numero 81 del 2008, ovvero il testo unico sulla salute e la sicurezza sul lavoro e comportano l’apposizione immediata dei sigilli. Tra le irregolarità riscontrate, quella che fa rabbrividire riguarda il ‘trattamento’ dei poveri resti dei defunti: esumati, ripuliti e poi riposti in cassette della frutta.

I RIFIUTI SPECIALI- Ma il blitz non ha riguardato solo la tecnica di esumazione, ma anche la presenza di rifiuti da smaltire. In particolare i rifiuti derivanti dalla distruzione delle bare, il cui smaltimento deve avvenire secondo procedure di legge specifiche. Secondo quanto emerso dal controllo, invece, i residui delle bare venivano accatastati in un angolo e tenuti lì in attesa di essere buttati in qualche modo, e si presume non venissero smaltiti secondo normativa.

LA GESTIONE- Le diverse irregolarità contestate e che hanno portato al sequestro già bastano per aprire un’indagine della Procura su quanto avveniva nella sala mortuaria del cimitero di Nola. Ma, stando a quanto si apprende, non sarebbe l’unico ‘filone’ seguito dagli inquirenti della Reggia Orsini. Sotto la lente di ingrandimento ci sarebbe infatti anche la gestione del servizio di esumazione, l’affidamento agli operai, la corrispondenza tra il personale impiegato e le qualifiche richieste per queste specifiche mansioni, la regolarità amministrativa del servizio. Un corposo dossier è già sulla scrivania dei magistrati e potrebbe aprire un nuovo capitolo d’inchiesta dedicato a scavi ed esumazioni nel camposanto cittadino.

L’AMMINISTRAZIONE-  Sulla vicenda il sindaco di Nola Geremia Biancardi ha assicurato: “Ottempereremo immediatamente alle prescrizioni dell’Asl eliminando le criticità igienico sanitarie riscontrate”. Poi ha ricordato i progetti relativi all’area dedicata ai defunti: “In  giunta è appena arrivato il progetto di riqualificazione del cimitero  attraverso interventi di manutenzione straordinaria. Prevista   la pavimentazione dei viali e la realizzazione dei sottoservizi idrici ed elettrici che consentiranno di far arrivare luce ed acqua nelle cappelle. La gara sarà indetta entro fine luglio dalla stazione unica appaltante. L’intervento sarà completato entro un anno”.

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