Festival del cibo nella villa comunale, i commercianti di Nola chiedono dimissioni assessori

NOLA – (Bianca Bianco) Ghiotta (in tutti i sensi) occasione per fare accoglienza di qualità oppure ennesimo colpo al cuore del commercio cittadino? Di certo la vicenda del “Gigli Street Food Festival” è l’ennesimo caso in cui è mancato il confronto tra istituzioni (dal comune alla fondazione) e gli esercenti e la spia della contraddittorietà di alcune scelte. Con l’ente di piazza Duomo e l’organo di tutela della festa dei gigli a ribadire la bontà delle decisioni intraprese con la programmazione del giugno nolano e i commercianti che chiedono le dimissioni degli assessori Carmela De Stefano (Attività produttive) e Cinzia Trinchese (Beni culturali). Ma andiamo per ordine.

In questi giorni si lavora per l’inizio del “Gigli street food festival”, festival del cibo di strada organizzato da una società esterna, la Master srl (in tutto 4 stand di cibo da asporto).  Le critiche sono due, e sono state rese pubbliche dall’Accan e dall’Aicast (le associazioni degli esercenti nolani), dal Forum ambiente, dai Cinquestelle e dall’opposizione consiliare: “Perché organizzare un festival nella villa chiusa al pubblico da tante settimane per gli ormai noti problemi degli alberi? E perché delegare una società esterna, danneggiando così, secondo i ristoratori di Nola, il commercio locale?”.

Il primo dubbio il sindaco Biancardi sceglie di dissiparlo con un post su facebook: “La villa comunale é aperta: ma solo nella parte dove, secondo il direttore dei lavori di messa in sicurezza, l’incolumità dei cittadini non é a rischio. Nei prossimi giorni riprenderanno gli interventi per eliminare ulteriori pericoli e provvederò ad estendere il provvedimento alla restante area”. Una risposta che non accontenta gli ambientalisti che da mesi ingaggiano una dura battaglia contro gli abbattimenti a suon di perizie e controperizie e che sono riusciti già a far fermare i tagli la scorsa settimana chiamando i carabinieri.

Spinosa anche la questione commerciale, affrontata da Accan e Aicast che lamentano come non ci sia stata “nessuna concretizzazione della tanto decantata sinergia tra le associazioni che la stessa Fondazione ha sbandierato” , “l’invisibilità delle associazioni agli occhi della Fondazione riflette l’invisibilità delle stesse agli occhi dell’amministrazione comunale, la quale, più volte sollecitata a tutelare gli esercenti nolani mediante la realizzazione di un tavolo permanente di concertazione e confronto per la realizzazione di un piano commercio, ha ritenuto di non avere necessità della collaborazione e della voce delle associazioni rappresentative, ciò anche in manifesta violazione delle norme di legge” “Vista l’incapacità di rappresentare e tutelare il commercio nolano e la nolanità della festa- dicono i commercianti-  l’Aicast e l’Accan chiedono la formalizzazione delle dimissioni dalla carica di assessore alle attività produttive e assessore ai beni culturali da parte delle signore Carmela De Stefano e Cinzia Trichese”.

Un attacco frontale che parte dal cuore dei problemi della città, quella del rilancio della sua economia prima che della sua cultura. Ma Raffaele Soprano, presidente della Fondazione, non ci sta e risponde che l’evento migliorerà l’accoglienza dei turisti durante la festa dei gigli : La fiducia nella qualità dei nostri operatori e ristoratori non è mai stata messa in discussione ed è assoluta. Si è trattato di un primo passo sperimentale che non potevamo che affidare  ad una società specializzata. Credo però  che non vada sottovalutato il fatto che abbiamo liberato l’intera area della villa da ben 40 venditori abusivi, questi sì che praticavano una concorrenza sleale nei confronti dei nostri commercianti”.  Poi assicura: “il prossimo anno se la manifestazione sarà ripetuta dovrà prevedere la partecipazione almeno del 70% degli operatori locali”.

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