Saviano: accolti 20 migranti ma la città si divide

savianoSAVIANO-(Bibi) Saviano è una città divisa in due. Da una parte la solidarietà, l’accoglienza, la speranza. Dall’altra la paura, forse il pregiudizio. Da ieri vive questa scissione morale tra i suoi cittadini, quelli che hanno assistito all’arrivo di una cinquantina di migranti sbarcati al porto di Napoli pochi giorni fa e indirizzati dalla Prefettura partenopea in una struttura di accoglienza della cittadina. La scelta, comunicata anche alle autorità locali, è stata male accolta dai residenti di via Tommasoni in cui si trova una ex scuola che deve ospitare i profughi (tutti del centro-nord Africa, tutti giovani ed in buone condizioni di salute). Ci sono stati momenti di tensione con i funzionari della Prefettura che ‘scortavano’ il pullman carico di persone che ha poi dovuto fare marcia indietro. Ieri mattina il bus carico di migranti è rimasto a Nola, sotto il sole, in attesa delle decisioni della Prefettura. Le decisioni sono poi arrivate. Venti giovani di diversa nazionalità (Ghana, Senegal, Guinea, Eritrea) sono stati trasferiti a Villa Perretta, sempre a Saviano. Nella comunità sono stati accolti bene anche dai cittadini della zona che da ieri li vanno a trovare, vanno a portare indumenti e cibo, vanno a conoscerli. Lo ha fatto stamattina anche il sindaco Carmine Sommese che si è sincerato di persona della condizione dei suoi ‘ospiti’. Diversa e difficile la situazione in via Tommasoni in cui i cittadini continuano a fare muro ed a rifiutare la presenza di immigrati. Qui dovrebbe arrivare la mediazione dell’amministrazione comunale, in attesa che si decida se evitare la collocazione dei cittadini africani in un’area in cui non c’è intenzione di accoglierli e così evitare rivolte. Nel frattempo la città si spacca in due tra quanti vorrebbero essere solidali con i nuovi arrivati, e che stanno anche avviando una raccolta indumenti, e chi invece vede la loro presenza in città come un male o un peso. Tra queste due fazioni ci sono questi giovani in fuga dalla fame e dalla guerra.

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