Nuovo piano rifiuti, ipotesi ecoballe per lo stir di Tufino

TUFINO- Emergono novità anche per l’area nolana nel documento sugli “Indirizzi per l’aggiornamento del Piano Rifiuti” della Campania licenziato lo scorso 7 agosto dalla Giunta regionale e inviato alla Comunità Europea. La prima buona notizia è che dalla bozza emerge la volontà della Regione di non predisporre nuove discariche per la prevenzione di possibili nuove emergenze rifiuti. Un aspetto che riguarda anche l’area nolana dove per anni, periodicamente, si è paventata l’ipotesi di nuovi siti di rifiuti. L’altra riguarda l’impianto Stir di Tufino. Stando al documento, ad oggi l’impianto tufinese tratta 236.972 tonnellate all’anno di rifiuti, mentre la sua potenzialità è di 459.300 tonnellate all’anno. Resta dunque una capacità residua di 222.328 tonnellate all’anno, ed è proprio su questa che punta la Regione. Si legge infatti che questa capacità residua (condivisa anche con gli altri impianti campani) è destinata ad aumentare in ragione dell’incremento della raccolta differenziata e della conseguente riduzione delle quantità di rifiuto residuale. Dunque “Allo scopo di valorizzare l’impiantistica esistente, adattandola al mutato scenario di gestione dei rifiuti solidi urbani, si prevede di potenziare la sezione meccanica degli impianti in modo da consentire, con parte delle succitate potenzialità residue opportunamente rimodulate, anche l’eventuale trattamento dei rifiuti stoccati in Regione in forma di balle”. In sostanza la Regione prevede lo svuotamento di sei milioni di tonnellate di ecoballe e, dopo la riqualificazione anche dello stir di Tufino, il trasferimento delle balle.

Altra novità interessante è che il nuovo governo regionale si oppone alla possibilità di costruire in Campania un altro termovalorizzatore oltre quello di Acerra. Interessante il passaggio del documento che lascia intendere il netto no della Campania: “In base alle stime effettuate, la quantità di frazione secca tritovagliata (FST) prodotta in riferimento ad un livello di raccolta differenziata del 65% risulta circa pari a 672.000 t/anno e, dunque, inferiore alla potenzialità di trattamento del termovalorizzatore di Acerra, che nel 2014 ha combusto poco meno di 700.000. Tale frazione sarà, quindi, gestita attraverso l’unico impianto esistente in regione, di potenzialità sufficiente a garantire la valorizzazione della frazione secca tritovagliata prodotta in condizioni di funzionamento ordinario del sistema regionale di gestione dei rifiuti solidi urbani. Non ha senso, pertanto, prevedere, ulteriori capacità di trattamento termico per le frazioni residuali prodotte nell’ambito del ciclo ordinario di gestione dei rifiuti, anche in ragione della limitata compatibilità sociale della realizzazione degli impianti di termovalorizzazione e in considerazione dei tempi di costruzione ed avviamento stimabili in non meno di 4 anni”.

Potenziare gli impianti esistenti, spingere sulla differenziata e bloccare discariche e termovalorizzatori è dunque la risposta della Campania di De Luca alle critiche ed alle infrazioni di Bruxelles ed alle scelte paventate dal Governo attraverso il decreto “SalvaItalia”. Una scelta che non mancherà di creare polemiche ma ha già riscosso consensi tra gli ambientalisti. Il documento, già pubblicato sul Bollettino ufficiale, è stato inviato a Roma e poi da qui è arrivato a Bruxelles dove verrà valutato. L’obiettivo è di far ammorbidire la multa di 120mila euro al giorno (in tutto 20 milioni di euro) della Corte di giustizia europea,  beccata per l’Italia per la gestione dell’emergenza rifiuti.

 

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