Ansia per Francesco Estatico, 22enne sparito nel nulla in Ucraina

AVELLA (Bianca Bianco –  il Mattino) – Sparito nel nulla. Francesco Estatico, ex volontario alle feste di paese che voleva diventare foreign fighters, è un fantasma dalla sorte incerta. Per l’ambasciata italiana è stato rilasciato dalla Guardia di frontiera ucraina, ma da sabato 19 settembre, data del presunto arresto e rilascio, non ha fatto più sapere nulla alla sua famiglia. Non una telefonata né un contatto di altro tipo, il ventiduenne partito da Avella e fermato prima nel villaggio di Novotoshkivske il sedici settembre e al Lysychansk checkpoint il diciannove, è diventato un’ombra dispersa nel nulla di questa regione contesa e insanguinata dalla guerra civile. L’unica certezza è che sabato scorso ha cercato di penetrare nella zona gestita dalle milizie del Donbass ma è stato fermato e, scrivono fonti locali delle forze di sicurezza ucraine, arrestato. In seguito, sempre secondo informazioni concesse dalla Guardia di frontiera, è stato consegnato al “Security service” ucraino cui sono stati demandati ulteriori accertamenti sulla sua situazione. L’ultima foto di Estatico è stata pubblicata proprio il diciannove settembre sul portale della Guardia di frontiera e lo ritrae con il volto oscurato, in jeans e maglietta grigia, seduto su uno sgabello di legno in una piccola stanza, senza manette né militari affianco. Sottoposto ad interrogatorio, ha ammesso anche per iscritto di volersi unire alle milizie della “Nuova Russia”: cosa abbiano deciso di fare con lui le autorità ucraine dopo l’ammissione del suo piano di infiltrazione come foreign fighters, però, è ancora incerto. Il mistero riguarda soprattutto i suoi effetti personali. Stando a quanto ricostruito sinora, il 22enne ex boyscout e volontario della Protezione civile di Avella, ha raggiunto la sua meta con uno dei tanti pullman che da Napoli trasportano immigrati ucraini nella loro terra di origine. Munito di un bagaglio leggero, del passaporto, di una cartina scaricata da google e del suo cellulare, ha cercato di addentrarsi nel bacino del Donec, cuore del conflitto tra Kiev e separatisti. Come ha lui stesso dichiarato, Estatico viaggiava da solo ma la mappa che consultava era dettagliata ed in cirillico, particolare che lascia presupporre che abbia avuto almeno al suo arrivo una guida locale che lo ha indirizzato da Kharciv, città segnata come prima tappa sulla sua cartina, al fronte separatista di Donetsk. Una volta fermato, le sue poche cose sono state consegnate ai militari di frontiera e fotografate dall’attivista ucraino Rodion Shovkoshytnyi che ha reso noto il suo arresto. Cosa ne è stato del passaporto e del cellulare? Una domanda cruciale, visto che, senza, Estatico non potrebbe muoversi liberamente: ipotesi che lascerebbe supporre che sia ancora tenuto in stato di fermo da parte del “Security service”. A queste domande sinora nessuno sa dare risposte. Ieri mattina i familiari ed il sindaco di Avella Domenico Biancardi hanno contattato l’ambasciata d’Italia a Kiev che ha confermato che il giovane non è più in stato di arresto e non è stato ancora rintracciato. “Sembra che non sia più in possesso del telefono e non abbia denaro con sé- spiega il primo cittadino- e questo ci preoccupa molto. Chiederemo aiuto anche al Ministero della Difesa”. La preoccupazione in paese è tanta. Francesco, cresciuto nel culto dell’esercito e dell’addestramento militare, non era un fanatico e non era preparato per un’esperienza da miliziano. La paura è che sia finito in una situazione troppo più grande di lui.

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