Rifiuti: blitz Noe in ospedali casertani, denunce e sanzioni

CASERTA – Acque reflue provenienti dai laboratori di analisi e dai reparti ospedalieri scaricate direttamente nelle rete fognaria, rifiuti speciali sanitari come siringhe, fiale e garze mischiati con rifiuti solidi urbani, impianti non a norma. E’ lunga la serie di violazioni di carattere penale e amministrativo concernente la gestione dei rifiuti accertata dai carabinieri dal Noe e dai tecnici Arpac in due presidi ospedalieri del Casertano, il San Giuseppe Moscati di Aversa e l’ospedale di Marcianise. In entrambi i militari hanno effettuato ispezioni e verifiche denunciando all’autorità giudiziaria i quattro responsabili, ovvero i direttori generali e sanitari delle due strutture. Ai funzionari è stato dato un termine per sanare la situazione; se ciò avverrà, riceveranno solo una sanzione amministrativa. Più o meno simile la gravità delle violazioni riscontrate, con entrambe le strutture che scaricano direttamente le acque reflue nella fogna. Ad Aversa, hanno accertato i militari guidati dal maggiore Marco Cervo, il depuratore c’è ma è abbandonato da anni, coperto da erbacce; inoltre l’impianto termico dei due presidi, è emerso, non è norma ed è privo di autorizzazione amministrativa, circostanza rilevante visti gli scarichi inquinanti nell’atmosfera. Ad Aversa, i rifiuti sanitari di ogni genere, pericolosi e infettivi, erano in un locale dalla carente condizione igienica, non adatto dunque a ospitare tale materiale, ma soprattutto gettati in buste contenenti rifiuti solidi urbani, come quelli provenienti dalle cucine; inoltre erano presenti in quantità superiori ai limiti di legge fissati in 20 quintali. Entro cinque giorni i rifiuti devono essere rimossi e smaltiti. Situazione analoga a Marcianise, dove i rifiuti erano anche privi delle indicazioni del reparto di provenienza

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