Saviano, tenta il suicidio e fa esplodere appartamento: 46enne in fin di vita

SAVIANO (Nello Lauro Il Mattino) –  Tenta il suicidio e distrugge l’appartamento. Un’esplosione forte. Fortissima. Un boato che squarcia il silenzio della notte e segnala un dramma. Via Trieste e Trento, civico 37, quartiere Sant’Erasmo di Saviano. E’ da poco passata l’una di notte, per strada nessuno o quasi. Qualche tv accesa e molte persone che dormono. All’improvviso la detonazione in una palazzina a due piani. Una botta tremenda, assurda che sveglia tutto il vicinato. Grida disperate, fuoco e una coltre di fumo che proviene dal primo piano dell’edificio e appesta l’aria. Da subito la situazione appare grave. I vicini di casa prendono una scala e la piazzano sul balcone dove abita Michele Scognamiglio, 46 anni, sposato ma che vive da solo, di Saviano. La gente lo chiama, grida, vanno e bussano anche alla porta ma non riescono ad aprirla. Lui non ce la fa né a trascinarsi alla finestra né ad aprire la porta di ingresso perché ha perso conoscenza: l’onda d’urto dell’esplosione provocata dalla bombola di gas che alimenta la caldaia lo ha travolto così come ha devastato il suo appartamento “cancellando” di fatto la camera da letto. Finestra in frantumi con pezzi di vetro diventati come coriandoli e schegge di legno che sono volati come proiettili nel cortile adiacente e nelle case immediatamente vicine dove sono finite anche la persiana e una scopa che era sul terrazzo. Disintegrati anche i vetri di alcune finestre di altre abitazioni vicine. Il cortile improvvisamente si popola di uomini e donne che cercano di prestare aiuto al 46enne e alla famiglia che vive nell’appartamento del secondo piano dove gli infissi e le persiane si sono danneggiati. Si chiamano i primi soccorsi: sul luogo dell’esplosione sono arrivati i carabinieri della compagnia di Nola, agli ordini del maggiore Michele Capurso, e i vigili del fuoco del distaccamento di Nola. Davanti ai loro occhi una casa sventrata, mobili distrutti, pareti annerite con il 46enne privo di sensi sul pavimento della camera da letto. Poco dopo l’arrivo dei soccorsi del 118 che hanno trasportato Michele Scognamiglio all’ospedale Santa Maria la Pietà di Nola. I medici del nosocomio nolano hanno subito disposto il trasferimento al reparto grandi ustionati del Cardarelli di Napoli: l’uomo ha bruciature di terzo grado sul 90% del corpo, particolare che rende il quadro clinico disperato. I carabinieri hanno sequestrato lo stabile di via Trieste e Trento per consentire ai vigili del fuoco di mettere in sicurezza l’intera palazzina e per permettere anche agli impiegati dell’ufficio tecnico del comune di Saviano le opportune verifiche sulla stabilità della struttura dichiarata inagibile e inaccessibile con il nastro segnaletico. Per questo motivo la famiglia che abitava al secondo piano è stata fatta evacuare ed è stata trasferita per la notte (dove resterà anche nei giorni a venire vista la situazione dello stabile) da alcuni parenti nella stessa città del Carnevale. Tra le varie ipotesi al vaglio dei militari della compagnia di Nola il quella più verosimile è un tentativo di suicidio in considerazione del fatto che la bombola di gas usata per la caldaia è stata trasportata dall’esterno in camera da letto ed era praticamente vuota. Michele Scognamiglio era senza lavoro da un po’ di tempo. Una tragedia nella tragedia che poteva avere effetti ancora più devastanti di quelli accaduti la scorsa notte per un gesto ancora tutto da verificare e che ha lasciato sotto choc parenti, vicini e l’intero quartiere di Sant’Erasmo. E ora dopo la sofferenza, la difficile lotta contro la morte in un letto di ospedale.

Print Friendly, PDF & Email



Utenti online