Caso Leandra, Pasquale Rubino in cella da solo a Poggioreale e guardato a vista

NOLA (Bianca Bianco e Nello Lauro)- Non piange e non si dispera, Pasquale Rubino. Il ventunenne accusato della terribile aggressione di Leandra Romano continua a professare la propria innocenza e, nella cella di Poggioreale in cui è da sabato mattina, non sembra dare segni di cedimento psicologico. Il ragazzo che per la Procura e la polizia di Nola ha colpito con efferata violenza, servendosi di una accetta, la giovane commercialista, è in cella da solo, non in isolamento ma sottoposto a maggiori ‘attenzioni’ da parte del personale penitenziario. In questi cinque giorni non ha mai dato in escandescenze, né ha avuto scatti di rabbia ma, in ragione del suo equilibrio psichico definito da ambienti investigativi ‘border line’, è tenuto sotto costante osservazione.

“NON SONO STATO IO”- Lo ha ribadito più volte. Sia dinanzi al pm Onorati, nel corso delle sei ore di interrogatorio venerdì notte, sia dinanzi il giudice per le indagini preliminari Sepe che lunedì mattina ha convalidato il fermo di pm e disposto la misura cautelare in carcere presso l’istituto penitenziario di Poggioreale. Rubino, che ha la fedina penale intonsa, ha negato di avere aggredito Leandra venerdì 13 alle 18, sostenendo di trovarsi in quelle ore nella pizzeria di Nola in cui lavora come lavapiatti e addetto alle consegne. E continua a ribadirlo al suo avvocato di fiducia Calogero Montalto che è stato in carcere già diverse volte anche per sincerarsi delle condizioni del suo assistito, trovandolo ogni volta inamovibile nel dirsi completamente estraneo ai fatti. In tutti questi giorni, mai un cedimento.

L’ARMA- Nessun cedimento anche quando gli agenti del commissariato di Nola che lo hanno fermato gli hanno trovato un’ascia nella Citroen, l’auto di famiglia parcheggiata a due passi dalla pizzeria. “Non è mia- ha detto agli investigatori ed ha continuato a sostenere nei successivi interrogatori-. Non sapevo fosse nell’automobile”. Su quell’accetta si stanno compiendo i rilievi scientifici necessari per comprendere se le macchie ematiche trovate siano riconducibili alla povera Leandra. Anche gli abiti che l’uomo indossava sono in laboratorio per accertamenti.

LE CONDIZIONI- In ambienti investigativi Rubino era già conosciuto per alcuni episodi per i quali però non è mai stato in carcere. Episodi riconducibili a violenze domestiche per i quali, quindici giorni fa, ha subito trattamento sanitario obbligatorio per due giorni. Una personalità particolare, difficile, problematica. Di sicuro in questi giorni non ha perso la lucidità e, nel corso dei colloqui con gli inquirenti, ha chiesto anche come stesse Leandra.

LEANDRA- La vittima di questa insensata vicenda, la 26enne commercialista Leandra Romano di Brusciano, è in coma in condizioni disperate, ricoverata presso il secondo policlinico di Napoli. Circondata dall’affetto di familiari ed amici, continua a combattere per una vita che l’ha resa protagonista suo malgrado di una vicenda orribile. Intorno a lei anche la città di Nola che sabato 21 novembre (dalle 18 con partenza da piazza Duomo) si fermerà per una marcia di solidarietà.

Print Friendly, PDF & Email



Utenti online