sabato, Giugno 22, 2024
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L’appello di don Aniello Manganiello: Leandra, insegnaci la forza dell’amore

NOLA- Ha colpito il cuore del Nolano la storia di Leandra Romano, la 26enne brutalmente aggredita lo scorso 13 novembre da pochi giorni uscita dal coma. Anche “Ultimi “, l’associazione creata dal sacerdote anti-camorra don Aniello Manganiello ha voluto esprimere “sentita solidarietà e profonda partecipazione al dolore della famiglia di Leandra. Leandra lotta tra la vita e la morte da diversi giorni, senza arrendersi. La voglia di vivere è più forte di qualsiasi dolore. Le nostre preghiere e la nostra speranza si uniscono a quelle dei suoi cari. Siamo certi che l’amore riuscirà a strapparla dalla tenebre e riportarla tra i suoi affetti”. Don Aniello affida al giornalelocale.it anche un messaggio di speranza che può essere colto nonostante l’assurdità e la drammaticità di questa vicenda: “I sogni e il candore di un’anima pura devono essere più forti dell’odio e del rancore- scrive- Leandra ha il diritto di riprendersi la sua vita, di coltivare i suoi progetti, di crescere, di innamorarsi, di sbagliare, di scegliere cosa sia meglio per lei. Ha il diritto di vivere. Condanniamo con fermezza ogni forma di violenza e ogni cieca brutalità. Dobbiamo tutti interrogarci e riflettere su quanto accaduto, perché la solidarietà va dimostrata concretamente. La nostra comunità ha bisogno di riscoprire e coltivare i valori etici e sociali che ci rendono umani. Abbiamo bisogno di sperare e credere che non tutto sia perduto, che possiamo e dobbiamo invertire il senso di marcia per rendere questo mondo migliore. Giustizia, legalità, rispetto non sono chimere. Le differenze non sono un ostacolo ma una risorsa. Alla base del nostro vivere civile dobbiamo riscoprire i valori della solidarietà e della fratellanza, la tutela dei diritti fondamentali, la condanna di ogni violenza e di ogni fenomeno mafioso. Bisogna seminare amore perché finalmente soffi un vento nuovo. Per farlo occorre ripartire da ciascuno di noi. Ognuno nel suo piccolo è chiamato a farsi testimone d’amore. Ripartiamo dalle famiglie, dalla scuola, dalla nostra società per fare fiorire la cultura del rispetto reciproco”.

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