A fuoco l’auto di Clementino a Camposano, il rapper: “Questa è una giungla”

CAMPOSANO- Fiamme all’auto di Clementino, un furgonato parcheggiato a due passi dall’abitazione di famiglia. E’ stato lo stesso rapper a denunciare l’accaduto sui suoi social spiegando di avere subito il rogo dell’automobile. Rogo che non ha completamente distrutto la vettura ma ha gravemente danneggiato l’interno: le fiamme infatti sarebbero scaturite proprio all’interno dell’auto dove qualche malintenzionato ha appiccato il fuoco. L’artista si è accorto di quanto accaduto qualche giorno dopo i fatti e non ha esitato a presentare denuncia ai carabinieri di Cimitile e poi a spiegare quanto successo su Facebook perché (sono le sue stesse parole) “non sono abituato a stare zitto, piuttosto mi faccio ammazzare”. “Il coraggio deve far parte della mia vita- continua il rapper- altrimenti non si va avanti. L’altro ieri notte fuori casa mia a Faibano mi hanno bruciato l’auto. Io non ho debiti con nessuno e non ho mai fatto male a nessuno e quindi mi chiedo perché. Forse perché non ho fatto qualche collaborazione musicale a qualcuno?? Può essere. Forse perché nella mia regione tutti mi vogliono bene perché canto per questo popolo e fa girare il cazzo a qualcuno?? Può essere. La mia unica colpa è quella di essere forse troppo disponibile con tutti (chi mi conosce lo sa! ) forse la mia colpa è quella di appartenere ad una famiglia di brava gente. Questo è il ringraziamento per aver sempre cantato in nome del mio popolo , per aver rappresentato il disagio della mia città attraverso la musica (e anche tra qualche giorno a Sanremo). Cosa devo fare?? Devo andare ad abitare lontano per scappare da questa giungla??”. Una riflessione amarissima e che ha lasciato di stucco quanti seguono Clementino e sono abituati ai suoi toni giocosi ed alla sua verve inarrestabile. Stavolta però il cantante ha messo da parte l’entusiasmo che di solito utilizza per comunicare coi fan per mettere nero su bianco una riflessione in chiaroscuro sulla sua “terra”. Come nelle sue canzoni, non ha girato la testa dall’altra parte ma ha raccontato anche il male.

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