Banda del buco colpisce in chiesa, nel Baianese è caccia ai ladri

SPERONE- Continuano le indagini sulla banda del buco che ha colpito in chiesa alla fine del 2015. Il tempio di Sant’Elia è stato svaligiato proprio nell’ultima notte dell’anno, un risveglio amaro per i fedeli del patrono di Sperone che hanno loro malgrado dovuto dare il benvenuto al duemilasedici con un furto di oggetti sacri all’interno della chiesetta che ospita il simulacro dei profeti Elia ed Eliseo, venerati nella cittadina mandamentale. Un piccolo gioiello sacro che ospita le due statue, le reliquie, numerosi oggetti anche di valore, dipinti, oltre che la testimonianza architettonica della devozione degli speronesi. Il saccheggio ha fortunatamente riguardato solo alcune suppellettili di valore modesto rispetto ad altri arredi, un computer, il microfono con cui il parroco recita la messa: un danno che ammonta all’incirca a duemila euro. A colpire i fedeli, però, più che l’ammontare del bottino dei ladri, il gesto vile e spregiudicato di chi, approfittando del periodo festivo e della zona isolata, è penetrato nel luogo sacro e lo ha depredato. Stando ad una prima ricostruzione dell’episodio, gli ignoti che hanno razziato la chiesa si sono mossi di notte ed hanno praticato un ampio foro nella parte retrostante l’edificio, dalla quale attraverso una scala si accede alla sagrestia. La zona non è molto abitata, la chiesa sorge isolata su un ampio piazzale, probabile che nessuno abbia udito il rumore sordo dell’ariete utilizzato dai ladri per sfondare il muro della sagrestia, forse confuso con il fragore dei petardi. Una volta praticato l’ampio foro, i ladri hanno aperto la porta dall’interno e hanno avuto gioco facile ad intrufolarsi nella struttura ed arraffare arredi sacri e gli elementi dell’impianto audio del tempietto. Così come sono arrivati, sono poi andati via sgattaiolando dalla stessa porta secondaria da cui erano riusciti ad introdursi nella chiesa. La brutta scoperta si è avuta ieri mattina quando è stato necessario fare l’inventario del bottino della banda del buco dopo essersi accorti della voragine praticata nel muro dai malviventi. Malviventi che non hanno toccato l’oro del santo, né reliquie ed ex voto e si sono limitati a danneggiare il muro della sagrestia senza lasciare tracce evidenti all’interno. A lasciare l’amaro in bocca la constatazione dell’assoluta facilità con cui uno o più balordi sono riusciti a violare uno dei luoghi più sacri per la comunità di Sperone, una chiesa costruita sul perimetro di una cappella risalente al Cinquecento e dedicata proprio al culto del profeta Elia. Qui, secondo la leggenda, il santo apparve ad un parroco nel diciassettesimo secolo durante una epidemia di peste: un prodigio che arrestò il propagarsi della pestilenza e rese questo luogo una meta di pellegrinaggio. (foto mandamentonotizie.it)

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