Cicciano si accende per la notte dei falò di Sant’Antonio: vino, tammorre e tradizione

La notte dei falò e delle tammorre a Cicciano (foto Pablo Vecchione)

La notte dei falò e delle tammorre a Cicciano (foto Pablo Vecchione)

CICCIANO – Torna il fuoco purificatore dei falò per Sant’Antonio Abate. Cicciano si prepara ad uno degli eventi folkloristici più attesi ed amati nell’area nolana che ogni anno conduce nella cittadina migliaia di visitatori dalla Campania e da tutto il Sud Italia. Ad attrarre sono i fucarazzi, i grandi falò accesi per onorare il santo, l’accoglienza fatta di buon cibo, grigliate e litri di vino e il suono ritmato ed incantatore delle tammorre. Per l’edizione 2016 l’appuntamento si ripropone nel segno della tradizione con un programma articolato. Venerdì 15 gennaio si svolgerà la quattordicesima edizione del “Premio culturale Sant’Antonio Abate” mentre sabato 16 gennaio si entrerà nel vivo già nel primo pomeriggio con la benedizione degli animali in piazza Mazzini che saranno poi portati fino alla chiesa dedicata al santo per rendere omaggio al loro patrono e protettore, compiendo i rituali tre giri. In serata l’attesa accensione dei falò rallegrata da grigliate e fiumi di vino. Il borgo di Sant’Antonio Abate si trasformerà poi in palcoscenico con il suggestivo spettacolo delle tammurriate: a ritmo indiavolato uomini e donne, professionisti e principianti si scatenano in balli forsennati che durano fino al mattino. Uno spettacolo nello spettacolo che da anni ha reso sempre più visitata Cicciano e che quest’anno propone le ritmate melodie di Marcello Colasurdo con la paranza di Pomigliano, Pino Iove con la “perteca di Somma Vesuviana”, la Paranza Rareca Antica Peppino di Febbraio e la Paranza Giuglianese. Domenica e lunedì ci sarà la processione divisa in due parti e in serata i fuochi pirotecnici.

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