Camorra, 4 arresti per l’omicidio di Giuseppe Candela

NAPOLI- Punito con l’omicidio perché si era messo in proprio. Questa la tesi degli inquirenti della Dda che hanno ordinato l’arresto di 4 persone per l’omicidio di Giuseppe Candela, alias “tredici anni”, ucciso il 15 luglio del 2009 con sei colpi di pistola. L’uccisione sarebbe stata pianificata nel corso di un summit di camorra svoltosi a Coma Ruga, in Spagna, buen retiro del boss Giuseppe Polverino che lì vi trascorreva la latitanza. In seguito l’esecuzione fu progettata a Quarto, alla presenza del gotha del clan Polverino in un rifugio segreto nelle campagne della località flegrea, alla presenza dello stesso Polverino che nel frattempo era tornato in Italia per seguire da vicino la vicenda. Candela era stato uno storico affiliato al sodalizio ma in seguito aveva deciso di proseguire autonomamente il traffico di stupefacenti con altri gruppi. Uno sgarro punito cojn la morte. Candela aveva osato essere irrispettoso e irriguardoso nei confronti del vecchio clan ed andava ammazzato. A ricostruire il movente è stata la Dda grazie ai collaboratori di giustizia, tra quali uno direttamente coinvolto nell’efferato delitto. Gli arrestati sono Giuseppe Polverino (già in carcere), Giuseppe Simioli, 50enne di Marano, latitante, Raffaele D’Alterio, 45enne di Marano già in carcere e Biagio di Lanno, collaboratore di giustizia.

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