Fuga da Rebibbia con lima e lenzuola. E’ caccia ai due evasi a Roma

ROMA – E’ ancora caccia ai due detenuti evasi nel pomeriggio di ieri dal reparto G11 del carcere romano di Rebibbia. Si tratta di due romeni, Ciobanu Catalin e Florin Mihai Diconescu, ristretti al Padiglione 12 e molto pericolosi. Sembra che entrambi siano evasi nel modo più classico, ossia calandosi con delle lenzuola dalla finestra della cella. Sono fuggiti in direzione via Tiburtina. Carabinieri e polizia, coordinati dal magistrato che conduce l’indagine, hanno avviato ricerche e controlli per rintracciarli.Verifiche mirate in queste ore sono state eseguite su familiari, amici e conoscenti dei due uomini. L’attenzione è alta e su tutte le autoradio di polizia e carabinieri sono presenti le loro foto segnaletiche. Posti di blocco sono stati avviati anche sulle principali arterie della Capitale. Ai due evasi è stato lanciato un appello questa mattina dai loro difensori perché si costituiscano al più presto. L’avvocato Andrea Palmiero, che assiste Ciobanu Catalin, ha detto: “Resto perplesso, stupito del suo comportamento. Forse ha ceduto alla tentazione, frutto del momento, non penso che l’evasione fosse premeditata. Per questo lo invito a costituirsi per dimostrare la sua innocenza e questo non è certo il modo per farlo”. Il legale ha ricordato poi che la settimana scorsa aveva avuto un colloquio con il suo cliente, che gli aveva manifestato l’intenzione di fare delle dichiarazioni domani durante il processo. L’avvocato Palmiero ha aggiunto: “si deve costituire urgentemente visto che abbiamo ancora la possibilità di dimostrare la sua innocenza nel processo che lo vede accusato di sequestro di persona e morte come conseguenza non voluta”. Si tratta della morte di un commerciante egiziano, vittima di estorsione prelevato da casa edeceduto per infarto nel 2013. Secondo l’avvocato Palmiero questa è una “vicenda in cui possiamo dire la nostra”. Anche l’avvocato Cristiano Brunelli difensore di Florin Mihai Diconescu, l’altro evaso, rivolge un appello al suo assistito: “Spero che Florin si metta presto a disposizione delle autorità e delle forze dell’ordine – ha detto l’avvocato – Negli ultimi giorni era molto agitato per un residuo di pena che era arrivato, di ulteriori due anni e mezzo ma non immaginavo che prendesse una decisione di questo genere”. La pena che stava scontando era riferita a precedenti per rapina e ricettazione. L’avvocato ha aggiunto che Diaconescu è anche accusato di un’evasione dagli arresti domiciliari e in proposito ha detto: “Non è definitiva e può essere stata frutto di un malinteso. In ogni caso da quando è in carcere non aveva avuto problemi, era un ragazzo che si stava avviando verso il recupero”. Per il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Santi Consolo, l’evasione dei due detenuti “è stata oggetto di un livello molto elevato di attenzione da parte dell’opinione pubblica con dichiarazioni non in linea con l’effettiva realtà dei fatti, e con tecniche atte a creare paure e reazioni conseguenti”. “Stiamo verificando se i sistemi di allerta, come quelli anti-scavalcamento ed altri, che erano previsti nel penitenziario” abbiano funzionato, “se siano a regola d’arte, ci sia stata una corretta manutenzione, per capire come mai l’allarme non c’è stato”, ha detto il capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria. Consolo ha inoltre sostenuto che “il numero dei poliziotti penitenziari è inadeguato e va potenziato, anche per affrontare la gestione delle nuove emergenze che ci sono nei nostri penitenziari, e soprattutto servono più fondi per il controllo e la vigilanza che si affidano ai nuovi e moderni sistemi di allerta”. (adnkronos)

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