Rc Auto, Puglia (M5S): il Pd affossa la tariffa Italia

NAPOLI – “Ancora una volta a tradire i campani ci hanno pensato i parlamentari campani del Partito democratico, attivi in questi giorni nel distruggere la norma sulla Rc auto Equa. Dopo la bocciatura, nel febbraio 2014, ad opera dei senatori nostri conterranei, dell’emendamento al Destinazione Italia che prevedeva la tariffa Rc auto più bassa d’Italia per gli automobilisti virtuosi, a distanza di due anni è pronta per essere servita una beffa anche peggiore. Il deputato Leonardo Impegno e la collega e candidata alle Primarie a Napoli,Valeria Valente, copiando una nostra iniziativa, hanno impegnato centinaia di giovani attivisti e raccolto migliaia di firme convincendo i cittadini coinvolti che si sarebbero battuti per una proposta di legge che battezzarono “Tariffa Italia”. Sia Impegno che la Valente erano consapevoli fin da allora che il Pd avrebbe tradito le promesse. Ma per gettare fumo negli occhi, a luglio i deputati Pd hanno votato a favore del nostro testo sulla “Rc auto equa” alla Camera, cantando vittoria dopo la sua approvazione e sostenendo che si trattasse di una loro esclusiva idea. Al coro entusiasta del Pd si associò anche il governatore Enzo De Luca. Ma ora che lo stesso testo è approdato in Senato, ed è ad un passo dalla sua definitiva approvazione, il Pd ha fatto retromarcia per non tradire la fiducia degli amichetti lobbisti delle compagnie assicurative. La “Rc auto equa”, contenuta nell’attuale articolo 7 del ddl Concorrenza, ha già subito un dimezzamento dello sconto rispetto al testo normativo originario. Il testo giunto in Senato è frutto di colloqui estenuanti tra M5S, che voleva l’applicazione tout court della tariffa più bassa unica nazionale, ed il Governo del Pd, che vi si opponeva. Un’ulteriore modifica, sempre a firma Pd, prevede addirittura la cancellazione della tariffa media più bassa per gli automobilisti virtuosi delle regioni coi più alti costi assicurativi e la totale soppressione dell’articolo. In sostanza, alla Camera il Pd ha esultato per aver approvato quello stesso articolo che al Senato è invece impegnato a sopprimere. In quanto consapevoli, fin di tempi della raccolta firme, di quale sarebbe stato il destino della loro “Tariffa Italia”, non appena i cittadini coinvolti nell’iniziativa chiederanno conto del frutto dei loro sforzi, in base all’articolo 661 c.p. dovrà scattare, per Leonardo Impegno e la candidata sindaca Valeria Valente, la denuncia per abuso della credulità popolare. Impegno e Valente sono colpevoli di aver preso in giro i loro attivisti, impegnandoli inutilmente a raccogliere firme in tutte le piazze, e per aver illuso i cittadini firmatari di quella proposta di legge, convincendoli della bontà di un’iniziativa che hanno messo in piedi pur sapendo fin da principio che l’avrebbero fatta fallire”.

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