Apri il frigo e dimentichi cosa stavi cercando? Ecco perché succede

Volete preparare una cena indimenticabile per un’occasione speciale; siete concentrati, determinati e avete perfettamente in testa l’immagine di quali piatti saranno in tavola un attimo prima che la persona per la quale avete cucinato suonerà il campanello. Mancano due ore, è ora di mettersi al lavoro: così aprite il frigo, vi piegate leggermente in avanti per cercare il… o era la… o forse… insomma, cosa stavate cercando? Lo avete dimenticato. Tranquilli, è l”Effetto soglia’. Ovvero, un meccanismo della nostra mente che rivela (agli scienziati e poi anche a noi) che ogni azione deve essere pensata a più livelli, se si ha l’intenzione di portarla a termine con successo. Secondo lo psicologo cognitivo Tom Stafford dell’Università di Sheffield, infatti, “comprendere questo potrebbe aiutarci ad apprezzare il fatto che queste dimenticanze temporanee sono qualcosa di più di un semplice fastidio”, si legge in un articolo scritto per la ‘Bbc’. E, piuttosto che vederla come una debolezza, la dimenticanza va considerata una complessa elaborazione del cervello. L”Effetto soglia’ si verifica perché cambiamo ambiente (sia reale che mentale): per esempio, ci spostiamo da una stanza all’altra e pensiamo a più cose contemporaneamente.

Una storia potrebbe chiarire meglio come funziona questo meccanismo cognitivo. Una donna incontra tre muratori in pausa pranzo: “Cosa stai facendo oggi?” chiede al primo. “Sto mettendo un mattone sopra un altro mattone”, sospira l’uomo. “E tu, cosa stai facendo oggi?” chiede al secondo. “Sto costruendo un muro”, risponde in modo semplice. Poi, quando la donna fa la stessa domanda al terzo, l’ultimo muratore si gonfia di orgoglio e risponde: “Io sto costruendo una cattedrale”. “Qualcuno considererà questa storia come un incoraggiamento a pensare al quadro generale – scrive Stafford – ma per lo ‘psicologo che è in voi’ il fatto importante è che ogni azione (anche la più grande, ndr) deve essere pensata a più livelli, per realizzarla con successo”. Anche perché quando non ci sono intoppi, e “le cose vanno bene, noi continuiamo a lasciare la nostra attenzione su ciò che vogliamo mentre come fare per ottenerlo sembra essere lasciato a se stesso”. Ma nessuno può costruire una cattedrale senza sapere come mettere un mattone sopra ad un altro, come fa il primo muratore. E così nessuno potrà preparare una cena da mille e una notte senza sapere che per fare la pasta all’uovo serve prima formare la classica fontana con la farina, creando al centro lo spazio per le uova (una ogni 100 grammi). Già nel 2011 gli psicologi dell’Università di Notre Dame hanno studiato l”Effetto soglia’, teorizzando che il cervello lavora per compartimenti stagni molto più di quanto ci rendiamo conto di fare. Insomma, considerando il nostro obiettivo un ‘luogo’, è importante sapere ‘dove’ vogliamo arrivare ma scomponendolo in ‘come’. Del resto ogni grande viaggio inizia sempre con un piccolo, e per niente insignificante, primo passo. (Adnkronos)

Print Friendly, PDF & Email



Utenti online