Mutui, rischio esproprio della casa se non paghi 7 rate

Con sette rate saltate del mutuo, le banche possono diventare proprietarie delle case per cui il finanziamento è stato erogato, per venderle e incassare quanto spetta loro senza passare dal Tribunale. E’ la novità che verrebbe introdotta con un dlgsche recepisce una direttiva europea sulla trasparenza dei contratti stipulati da banche e clienti. E’ all’esame della commissione Finanze della Camera, che dovrà riprenderà domani l’esame del testo per arrivare a fornire un parere non vincolante. Il provvedimento, come tutti i decreti legislativi, dovrebbe tornare poi in Cdm per il via libera definitivo. La novità sarebbe introdotta con una modifica al Testo Unico Bancario, che disciplina i casi di inadempimento del consumatore evitando le procedure di esecuzione. La legge prevede che se il debitore salta il pagamento di sette rate del mutuo, il finanziatore può adottare le procedure per “gestire i rapporti con i consumatori in difficoltà nei pagamenti”. La banca e il sottoscrittore del mutuo possono quindi inserire nel contratto la previsione che la casa ipotecata venga restituita alla banca, perché sia venduta, in caso si verifichino sette mancati pagamenti. Il tema è particolarmente caldo, anche perché riguarda uno dei principali problemi che il sistema bancario italiano deve risolvere, quello delle sofferenze. I tecnici della Camera, peraltro, hanno segnalato anche potenziali benefici per il debitore, ovvero chi ha contratto il mutuo. La vendita più rapida dell’immobile può in teoria garantire un incasso anche al debitore, pari alla differenza tra l’incasso effettivo della vendita e il valore del mutuo. Al contrario, quando si arriva alle vendite giudiziarie il valore della casa in genere si riduce inesorabilmente. Fonti vicine al Mef sottolineano che ”è stata scelta la soluzione migliore per il consumatore”, ricordando anche la possibilità per debitori in difficoltà di farsi assistere da un fondo mutui del Tesoro. Le stesse fonti evidenziano inoltre l’obbligo, da parte dell’Italia, di recepire la direttiva europea. ”Nell’obbligo abbiamo scelto la soluzione migliore per il consumatore-debitore, cioè quella che gli consente di non perdere tutto perché il creditore gli deve riconoscere la differenza tra il valore dell’immobile e l’importo del credito non rimborsato”. Ma il Movimento Cinque Stelle è sul piede di guerra. “Hanno già aggredito i nostri stipendi, i nostri posti di lavoro, i nostri risparmi. Adesso vogliono mettere le mani sulle nostre case. Renzi, #semitocchilaCasa degli italiani sarà un Vietnam dentro e fuori il Parlamento” scrive su Facebook il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, che interviene con un video sul blog di Beppe Grillo assieme a un altro membro del direttorio M5S, la deputata Carla Ruocco. “Quello che sta per avvenire in Parlamento questa settimana è un fatto gravissimo – accusano Di Maio e Ruocco – Ancora una volta l’Europa ordina e il governo esegue”. Contro il provvedimento domani il Codacons presenterà un esposto alla Procura della Repubblica di Roma. “Si tratta di un vero e proprio ‘esproprio di Stato’ che assegna uno strapotere impensabile alle banche, annullando di fatto qualsiasi tutela per gli utenti in difficoltà” afferma il presidente dell’associazione dei consumatori, Carlo Rienzi. “Una misura – aggiunge – che potrebbe costituire addirittura fattispecie penalmente rilevanti, considerate le tante tragedie che si registrano in Italia quando un cittadino perde la casa per problemi con il pagamento del mutuo”. (adnkronos)

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