Nola: opposizione a pezzi, Scala accusa consiglieri assenti: “Volevano una poltrona”

Carmela Scala

Carmela Scala

NOLA- E’ ancora polemica a Nola per la spaccatura interna all’opposizione consiliare. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, la scorsa settimana, i consiglieri Cutolo, Iovino, Pizzella,  Tripaldi e Vitale hanno disertato l’assise. Sono rimasti invece in aula Scala, Parisi, Vecchione. Una spaccatura insanabile. I consiglieri saliti sull’Aventino accusano i tre ‘sopravvissuti’ di essere stampella della maggioranza, ma alle accuse Scala, Parisi e Vecchione rispondono con altre accuse: “Cutolo, Iovino, Pizzella,  Tripaldi e Vitale un’ora prima del Consiglio hanno chiesto la presidenza della commissione affari istituzionali ed un’ora dopo, ricevuto il diniego della maggioranza, hanno abbandonato l’aula. Sarebbe questa la condotta coerente e spassionata alla quale non ci siamo allineati? La verità é che ormai  si é aperta una frattura insanabile tra la politica come espressione faziosa e privatistica  e chi, invece, la intende come azione  di responsabilità del mandato politico” afferma Carmela Scala del gruppo Ncd – Udc. “Responsabilità e servizio alla città – dice Carmela Scala anche a nome di Raffaele Parisi ed Emma Vecchione – ci hanno sempre distinti  da  quella parte politica alla quale siamo stati legati soltanto in fase di ballottaggio e  che é abituata a litigare ed a scappare dall’aula consiliare. Non siamo mai venuti meno al nostro ruolo di opposizione che però si fa in aula e  soprattutto alla luce del sole, senza sotterfugi e secondi fini che non fanno parte della nostra mentalità”.

“Prendiamo definitivamente le distanze dalla bulimia politica di chi, rimasto ora a bocca asciutta, pretende di condizionare il nostro comportamento solo per perseguire interessi personali.  Nel consiglio comunale di venerdì non  era in discussione la prosecuzione dell’esperienza amministrativa della maggioranza guidata dal sindaco Biancardi, così  come ora vogliono far credere altri, né mancava il numero legale, come si evince dall’esito delle votazioni. Si trattava di un’ assemblea  meramente tecnica che dava la possibilità alla città ed a noi stessi dell’opposizione di poter controllare e svolgere meglio il nostro ruolo”. “Faccian li Ghibellin, faccian lor arte sott’altro segno, ché mal segue quello sempre chi la giustizia e lui diparte, diceva Dante. Ed al sommo poeta – conclude Scala –  ci ispiriamo sottolineando che noi saremo sempre e solo  dalla parte della città. Non siamo stati votati per scappare e per gravare inutilmente sulle tasche dei cittadini”.

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