Nola, inchiesta cimitero: i 4 indagati possono tornare in città

NOLA- (Bibi) Possono tornare a Nola i quattro impiegati del cimitero della città dei gigli coinvolti nell’inchiesta su presunte “tangenti” chieste per lavori extra agli utenti. Il giudice per le indagini preliminari ha deciso di revocare la misura del divieto di dimora a Nola ma ha confermato l’obbligo di firma in polizia tutti i giorni allo stesso orario. Il Comune di Nola nel frattempo ha sospeso i quattro dipendenti, sebbene dopo la revoca della misura da parte del gip si ponga il dilemma se sia a questo punto possibile per i lavoratori tornare al loro compito, essendo venuta a cadere l’unica misura restrittiva della libertà loro imposta. Secondo le accuse mosse dalla Procura di Nola al termine delle indagini della polizia i lavoratori (necrofori e custodi) incassavano dai parenti dei defunti ingiusti profitti (tra cui i soldi da versare con i bollettini alla tesoreria comunale per le attività mortuarie) determinando un danno alle casse del Comune diNola per il solo 2015 di circa 50 mila euro. Loro dinanzi i giudici si sono difesi: “Non erano tangenti ma regali per lavori extra”.

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