Camorra, sequestrata la super villa di Schiavone Jr

NAPOLI- Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato un patrimonio illecito del valore complessivo di oltre 15 milioni di euro riconducibile a Nicola Schiavone, 34enne primogenito del boss Francesco (detto “Sandokan”). Il provvedimento di sequestro è stato emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e ha riguardato 11 società, 10 fabbricati, 16 automezzi nonchè numerosi rapporti bancari e polizze vita. Il destinatario della misura di prevenzione patrimoniale, che dopo l’arresto del padre aveva ereditato la leadership in una delle più pericolose fazioni del clan dei “Casalesi”, è stato tratto in arresto il 15 giugno 2010 e attualmente si trova recluso presso la casa circondariale de L’Aquila, sottoposto al regime di carcere duro del “41-bis”. Lo stesso è stato in passato colpito da numerosi provvedimenti di carattere giudiziario che lo vedono coinvolto in plurimi omicidi, estorsioni, intestazioni fittizie di beni e in tutta una serie di altri reati connotati dal carattere associativo di stampo camorristico. Il Gico di Napoli è riuscito ad individuare uno degli imprenditori più vicini e fedeli al figlio di “Sandokan”, Nicola Pirozzi, anch’egli classe ’79. In particolare, secondo quanto emerso dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, si tratta di una vera e propria longa manus di Nicola Schiavone, essendo deputato, tra l’altro, ad effettuare investimenti direttamente per conto di quest’ultimo, in una serie di attività commerciali, anche mediante il ricorso all’intestazione a terzi soggetti o propri familiari. Tra le attività commerciali sono state sequestrate: un grande deposito di materiali edili, un punto scommesse,  un negozio di calzature, tutti a Teverola. Nel contempo, è stata interessata dal provvedimento di sequestro la lussuosissima dimora dello stesso Schiavone Jr, nel centro di Casal di Principe a pochi metri dalla casa comunale, che già nel 2012 era stata sottoposta a vincolo cautelare nell’ambito di uno dei tanti procedimenti penali a carico del medesimo.

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