Omicidio Fortuna, la criminologa Alfieri: “Chicca uccisa dall’indifferenza”

Il 5 maggio ricorre la Giornata internazionale contro la pedofilia e la violenza sui minori. Una giornata di riflessione ed impegno, che allo stato attuale visti anche i recenti casi di cronaca, ha un significato ancora più importante. Abbiamo chiesto alla criminologa Mariarosaria Alfieri di spiegarci come si può difendere i bambini da questo fenomeno ed una opinione sul caso della piccola Fortuna Loffredo, abusata, uccisa e buttata dal balcone di una palazzina del Parco Verde di Caivano dove viveva.

“La pedofilia è una problematica ramificata su tutto il territorio nazionale ovviamente con l’avvento della rete e delle nuove tecnologie il fenomeno è fortemente in crescita. Sono arrivati a più di novemila i siti di pedopornografia segnalati nel 2015, duemila in più rispetto all’anno precedente. In aumento anche le denunce per adescamento di minori in rete e segnalazioni legate ai social network. Per non parlare del numero oscuro , ovvero di tutti quei casi di violenza a danno di minori che quotidianamente si consumano anche in ambito familiare ma che non saranno mai denunciati”.

Secondo lei la pedofilia è un fenomeno che può essere arginato ?

“Per arginare i diversi fenomeni devianti la parola d’ordine deve essere prevenzione, e questo vale ancora di più per le violenze agite a danno di minori. Solo facendo una sana e seria opera di prevenzione a tutti i livelli sociali si possono abbassare le statistiche degli eventi criminosi . Prevenzione primaria realizzata attraverso dei modelli scientifici di riferimento. Prevenzione che vada a scardinare il disagio ancor prima che diventi devianza e poi crimine”.

Che cosa pensa della triste storia della piccola Fortuna?

“Penso che stigmatizzare questa triste vicenda solo perchè accaduta in un quartiere come il Parco Verde non porti a grossi risultati. Penso che a questo punto sia arrivato il momento in cui tutti indistintamente debbano farsi un ‘esame di coscienza e chiedersi concretamente cosa si deve fare per evitare queste tragedie. Gli abusi sui minori lasciano delle ferite incancellabili e i bambini che subiscono violenza lanciano dei segnali inequivocabili. Inoltre non possiamo pensare che il pedofilo sia avulso da un determinato contesto sociale e culturale di riferimento. Non possiamo più essere spettatori passivi anche perchè altrimenti a breve arriveremo a vergognarci non solo per le azioni di quelle persone definite mostri, ma anche per il silenzio di quelli che riteniamo buoni”.

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