Roccarinola, Bifulco boccia il Puc: aumenteranno le tasse

ROCCARAINOLA- Un piano urbanistico “bocciato” dalla Città metropolitana e che comporterà un aumento delle tasse per i cittadini. Il consigliere di minoranza Nicola Bifulco non salva nulla del Puc appena approvato a Roccarainola, ed anzi ha evitato di presenziare alle votazioni abbandonando l’aula e motivando il suo gesto con una serie di critiche sia allo strumento urbanistico che alla procedura seguita dall’amministrazione De Simone per portarlo al traguardo della approvazione definitiva. “La procedura di formazione del Puc iniziata ormai da qualche anno- rileva infatti Bifulco- è stata svolta interamente in Giunta Comunale (dalla presa d’atto del preliminare, all’adozione, alle osservazioni) senza alcun passaggio nel Consiglio Comunale e senza coinvolgimento della minoranza”.

I PARERI– A ‘pesare’ sull’iter del Pucr, secondo Bifulco, sono soprattutto i pareri espressi dall’Autorità di Bacino Regionale della Campania Centrale e dalla Città Metropolitana di Napoli. L’Autorità di Bacino nel maggio del 2015 si era espressa favorevolmente ma presentando delle prescrizioni, poi, dopo le controdeduzioni dell’ente, ha espresso la delibera numero 9 del 21 gennaio 2016 che poneva alcune problematiche relative allo strumento urbanistico (sul fabbisogno delle aree produttive, la carenza di una parte della documentazione, le nuove residenze previste) ed approvando di nuovo con prescrizioni il Puc. La Città metropolitana, dal canto suo, ha espresso “parare di non coerenza” con due deliberazioni nel 2013 e nel 2014 (quando esisteva ancora la Provincia). “In particolare – afferma Bifulco- per la Provincia il Puc non risulta coerente sia per quanto attiene la stima del fabbisogno residenziale ed il dimensionamento del carico abitativo, che per la localizzazione di nuove attrezzature e servizi pubblici e di uso pubblico, che per il dimensionamento e la localizzazione di aree per attività produttive. In sostanza ci sono nel Puc profili di incoerenza talmente persuasivi ed invasivi rispetto alle strategie a scala sovracomunale individuate dalla Provincia oggi Città Metropolitana da renderlo totalmente sbagliato”. Un parere di non coerenza che- continua Bifulco “non è mai cambiato nonostante le controdeduzioni del Comune”.

LE TASSE- Ulteriore criticità segnalata da Bifulco, anche la “concreta difficoltà operativa che successivamente si riscontrerà per il rilascio delle autorizzazioni e dei permessi, lo sviluppo del paese e la ripresa dell’economia” che, sostiene, “ difficilmente si realizzeranno:  l’unico effetto immediato, reale e tangibile sarà, per i cittadini, il pagamento di imposte e tasse. Infatti, secondo la normativa vigente, per tutti i terreni dotati di potenzialità edificatoria a prescindere dall’utilizzo effettivo a tal fine, si pagano ad esempio Imu e Tasi per area fabbricabile (il terreno non è più agricolo) ed in tutti gli atti di passaggio della proprietà come ad esempio successioni, compravendite, donazioni il valore del terreno sarà sempre quello di un’area fabbricabile e quindi determinato sul rendimento commerciale (elevato potenzialmente) e non più, quindi, sul reddito dominicale generalmente bassissimo”.

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