“Inchino” al boss, Cava: “La politica non resti in silenzio”

Il consigliere comunale Benedetto Cava

Il consigliere comunale Benedetto Cava

SAN PAOLO BEL SITO (Bianca Bianco)- “La politica non può restare in silenzio in questo gravissimo momento per il Nolano”. Benedetto Cava, consigliere di opposizione a San Paolo Bel Sito, commenta quanto accaduto solo quattro giorni fa a Livardi, piccola frazione del Comune alle porte di Nola. Qui la processione per la Madonna del Rosario è stata movimentata dalla scelta del parroco Don Fernando Russo di abbandonare il corteo di fedeli spogliandosi dei paramenti perché un gruppo di persone aveva consentito l’inchino della statua dinanzi la casa di un boss. Un caso simile a tanti altri avvenuti nelle regioni d’Italia stritolate dalla piaga malavitosa. L’ultimo in ordine di tempo è accaduto sempre domenica ma a 750 km di distanza dal Bel Sito, nella tristemente nota Corleone dove la sosta “deferente” del simulacro portato in processione sarebbe avvenuta dinanzi l’abitazione di Riina, boss oggi costretto in regime di carcere duro, abitata dai suoi familiari. In quel caso a lasciare la processione furono il commissario di polizia ed il maresciallo dei carabinieri. Il caso di Don Fernando, giovane parroco attivissimo soprattutto tra i più giovani, sarebbe potuto restare sconosciuto se non a chi vi aveva assistito se il vescovo di Nola Depalma, con un gesto forte ed importante dal punto di vista morale oltre che mediatico, non avesse deciso di rendere pubblico quanto accaduto diffondendo una lettera di solidarietà ed appoggio rivolta al suo sacerdote. Una solidarietà che esprime al prete anche Benedetto Cava: “A nome del mio gruppo sto preparando una mozione relativa al tema della camorra e della legalità da presentare al prossimo consiglio- spiega-. Nel frattempo esprimo la piena solidarietà e vicinanza al parroco”. Il discorso poi si sposta sulla politica e sulla necessità di una voce forte che si alzi nel Nolano e non solo nel Bel Sito dopo quanto accaduto:  “La politica non può restare in silenzio in questo momento e sono dispiaciuto che non ci sia stata una ferma risposta da parte delle istituzioni dopo questa vicenda. Per questo ho deciso di presentare una mozione che sono sicuro verrà accettato dalla maggioranza e dal gruppo Pd”. A bruciare è soprattutto, per chi vive in questo territorio, la scarsa visibilità data ai gesti di solidarietà verso don Fernando. Pochi attestati, poche dichiarazioni, molti messaggi limitati alla sfera virtuale, nessuna reazione decisa da parte della politica del comprensorio. Una mancanza di coraggio o di volontà che don Fernando e la Chiesa di Nola non meritano.

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