Nel Nolano un bicchiere d’acqua costa quanto quattro

NOLA- Maxi inchiesta della Corte dei Conti sull’acqua pubblica in Campania. Una inchiesta che coinvolge anche i 76 Comuni dell’ente d’ambito Sarnese- Vesuviano di cui fanno parte i paesi del Nolano e la Gori, gestore unico in questo territorio per il servizio idrico. Le indagini della magistratura contabile, come svela oggi “La Repubblica”, puntano il dito sui presunti sprechi nella fornitura di acqua nella nostra regione. Da quelli che si verificano a causa delle perdite idriche, che comportano aumenti in bolletta, alla manutenzione fino ai costi della depurazione. La Corte ipotizza un danno erariale da 500 milioni di euro e accusa: “In Campania si beve un bicchiere di acqua ma se ne pagano quattro”. Il danno erariale contestato si concentra proprio nella zona dell’Ato 3 Sarnese Vesuviano. Gli accertamenti svolti partono dalla gestione degli impianti di emungimento e adduzione (quelli da cui si preleva dalle fonti e quelli che arrivano nelle case): impianti gestiti dalla regione anche se avrebbe dovuto occuparsene la Gori spa, con una spesa di milioni di euro a carico dei contribuenti campani per il funzionamento della rete idrica che invece doveva essere a carico del gestore unico. L’inchiesta della Corte dei Conti vuole chiarire se, per far fronte a queste spese, la regione abbia distratto fondi da altri capitoli di bilancio. Una parte dell’inchiesta riguarderebbe anche le assunzioni clientelari che avrebbero fatto lievitare il numero di dipendenti del settore fino a 1200 nonostante ne basterebbero la metà. A questa situazione al limite si aggiungono la vicenda delle tariffe di depurazione pagate dai cittadini, caricata da Gori e mai riversata dalla Regione e le perdite sulla rete idrica: perdite del 58% rimaste quasi invariate negli anni nonostante aumenti tariffari mirati alla manutenzione della rete e che avrebbero spinto la Procura a vagliare anche l’ipotesi di danno ambientale.

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